Commento del CDA all’ordinanza del TAR del 9.10.2019

Lettera del Presidente del CdA
26 settembre 2019
IL COMUNE DI TRINITA’ D’AGULTU INSISTE NEL CHIEDERE AL TRIBUNALE DI TEMPIO LA REVOCA DEL C.D.A.
14 ottobre 2019

Commento del CDA all’ordinanza del TAR del 9.10.2019

(per il testo in inglese clicca qui)

Con ordinanza del 9.10.2019, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (TAR) ha rigettato l’istanza della Comunità di sospendere l'esecuzione del permesso di costruire del 8 luglio 2019, rilasciato dall’Ufficio Tecnico del Comune alle società Serv.is 2000 s.r.l. (Gruppo Mela) e SEI S.p.a. (Gruppo Gravina) per realizzare il primo stralcio attuativo del progetto di ampliamento delle infrastrutture fognarie del Comprensorio di Costa Paradiso (link). Il provvedimento era stato impugnato dalla Comunità nello scorso mese di settembre, essendo caratterizzato da gravi vizi di legittimità. Conseguentemente, a tutela e nell’interesse di tutti i proprietari di Costa Paradiso, è stato chiesto il suo annullamento unitamente alla sua sospensione in via cautelare. 

Mentre l’annullamento sarà deciso in seguito, quando verrà fissata l’udienza di merito, la richiesta di sospensione non è stata accolta. A questo riguardo, il TAR ha ritenuto che non sussistesse un danno grave ed irreparabile per la Comunità, alla luce dei successivi atti adottati dall’Amministrazione comunale, che hanno modificato il permesso originario, in forza dei quali l’inizio dei lavori è stato subordinato a precise condizioni: la presentazione del progetto esecutivo; la firma dello schema di convenzione approvato dalla delibera del Consiglio comunale n. 32/19 del 12 giugno scorso; la prestazione di idonea garanzia finanziaria sui lavori (fidejussione da primaria banca) da eseguire e sulla qualità degli stessi. 

Dunque, il TAR non è entrato nel merito del provvedimento adottato dal Comune e nel tema del ricorso principale della Comunità, concentrandosi solo ed esclusivamente sui rischi derivanti dall’avvio di lavori che sarebbero rimasti senza alcun titolo autorizzativo, se, all’esame di merito, il TAR avesse annullato il permesso.

Pertanto  non corrisponde assolutamente al vero la notizia apparsa su qualche blog, secondo cui il TAR avrebbe dato il “nullaosta” ai lavori di ampliamento della fognatura.

Tuttavia, nonostante il mancato accoglimento della richiesta di sospensione dei lavori fino a quando il TAR non avesse deciso nel merito del ricorso, l’impugnazione del suddetto permesso a costruire da parte della Comunità un risultato lo ha ottenuto. Esso è servito a costringere il Comune a modificare ed integrare un permesso palesemente illegittimo con l'inserimento dell'obbligo del rispetto, per gli esecutori del progetto, di tutte le prescrizioni contenute nella delibera regionale di VIA (valutazione di impatto ambientale) e nel parere di Abbanoa, condizionando, inoltre, l'inizio dei lavori: a) alla presentazione del progetto esecutivo, alla firma della convenzione e al rilascio delle fideiussioni. In sostanza, il Comune ha implicitamente ammesso l'illegittimità del provvedimento rilasciato a luglio 2019.  In assenza del ricorso da parte della Comunità, il permesso di costruire, per quanto illegittimo, sarebbe divenuto definitivamente valido ed efficace, con la conseguenza che i concessionari beneficiati dal Comune avrebbero potuto portare le ruspe a Costa Paradiso anche a partire da domani, come ormai era voce diffusa.

Altro  importante fatto da segnalare è che le due società titolari del permesso di costruzione si sono ritirate  pochi giorni prima della convocazione in udienza, chiedendo di volturare  il  suddetto permesso  in capo ad altre due società  (Paradiso Costruzioni  Srl e Carolina Srl) Questa richiesta è stata accettata dal Comune che solo a due giorni  dall’udienza ha informato il TAR. L’operazione  ha dei risvolti ampiamente criticabili , e nei prossimi giorni  daremo ulteriori importanti dettagli, fra cui le visure camerali dei due soggetti che (per il momento!) sono i nuovi titolari del permesso.

Un fatto è certo :  Il Comune e i suoi avvocati stanno mettendo in atto una serie infinita di azioni con il solo scopo di ritardare la presa in carico delle opere fognarie e ottenere ancora un rinvio delle decisioni del TAR previste per il prossimo 13 novembre.

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

13 Ottobre 2019

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