IL COMUNE DI TRINITA’ D’AGULTU INSISTE NEL CHIEDERE AL TRIBUNALE DI TEMPIO LA REVOCA DEL C.D.A.

Commento del CDA all’ordinanza del TAR del 9.10.2019
13 ottobre 2019
Notizie in breve 17 ottobre 2019
17 ottobre 2019

IL COMUNE DI TRINITA’ D’AGULTU INSISTE NEL CHIEDERE AL TRIBUNALE DI TEMPIO LA REVOCA DEL C.D.A.

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Con una perseveranza degna di miglior causa, il Comune di Trinità, attraverso l’avvocato Ballero, ha presentato, in data 1 ottobre 2019 al tribunale civile di Tempio un atto di citazione (link) nei confronti dei componenti del C.d.A. della Comunità, chiedendo di:

  • accertarne le gravi irregolarità amministrative per la mancata esecuzione della delibera dell’assemblea dei Partecipanti della Comunità del 28 maggio 2011 (link) ;

  • revocarne l’incarico e di ordinare allo stesso C.d.A. revocato di convocare immediatamente l’assemblea dei Partecipanti per la nomina di un nuovo C.d.A., ovvero autorizzare il Comune istante a provvedere a tale convocazione.   

In pratica, il Comune di Trinità chiede, con rito ordinario, ciò che già aveva chiesto allo stesso Tribunale, con procedura d’urgenza, nel febbraio scorso. Richiesta che era stata dichiarata inammissibile, con decreto, il 14 maggio 2019 (link) 

C’è da chiedersi il motivo di tanto accanimento, che comporta spese inutilI per le casse comunali, se appena si considera che i tempi del tribunale per decidere non saranno, presumibilmente, inferiori a due anni ed il mandato dell’attuale C.d.A. scade fra alcuni mesi. 

La risposta è abbastanza semplice. La Comunità ha impugnato il permesso a costruire, inficiato da non pochi vizi di legittimità, rilasciato al sig. Mario Mela per la realizzazione di uno stralcio del progetto di ampliamento dell’impianto fognario. 

L’iniziativa del Comune sembra, perciò, configurarsi come il tentativo di minare dalle fondamenta, per altra via giudiziaria, il ricorso al TAR della Comunità, facendolo apparire come “un’azione contro gli atti amministrativi richiesti ed approvati dalla sua stessa Assemblea, azione tesa, inoltre, a sollevare la Comunità dall’ampliamento e dalla gestione che invece l’assemblea ha dichiarato di voler effettuare”. 

In perfetta sintonia e comunione di interessi col Comune, il 2.10.2019 si è costituito in giudizio presso il TAR il sig. Mario Mela, in proprio e quale rappresentante della società Serv.is Srl, chiedendo (link):

“a) il rigetto dell’originario ricorso e dei successivi ricorsi per motivi aggiunti perché inammissibili improcedibili e comunque infondati, eccependo fin d’ora la prescrizione dei diritti azionati dai ricorrenti correlati al preteso obbligo del Comune di Trinità di assumere la gestione delle opere di urbanizzazione, di provvedere al collaudo e all’ampliamento del depuratore e delle opere di urbanizzazione”;

“b) di accertare, se necessario in via riconvenzionale, che nessuna opera di urbanizzazione primaria della lottizzazione Costa Paradiso è mai stata trasferita dalla Comunità Costa Paradiso al Comune di Trinità e che in ogni caso l’obbligo di collaudo e ampliamento/adeguamento della rete fognaria della lottizzazione Costa Paradiso incombe in capo agli originari lottizzanti e/o in capo agli attuali aventi causa degli stessi e non sul Comune di Trinità”.

Questi fatti meritano un solo breve commento. I tanti che a Costa Paradiso ipotizzano che sussista un evidente connubio di interessi fra il Comune di Trinità ed il sig. Mario Mela possono trovare una ulteriore conferma che la loro ipotesi non è campata in aria!

 

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

 

Costa Paradiso 14 ottobre 2019

3 Comments

  1. Giovanni Gurrieri ha detto:

    Dichiaro il mio pieno sostegno alle azioni intraprese da questo CDA sul tema fognatura, e mi chiedo cosa si possa fare per annullare definitivamente le decisioni nefande prese durante l’assemblea del 28 maggio 2011.
    In ogni caso non dobbiamo demordere.
    L’unione fa la forza.
    Gianni

  2. Guido Piazza ha detto:

    Personalmente confermo il mio pieno sostegno e solidarietà a questo Cda.

    Guido Piazza

  3. Diana Lanciotti ha detto:

    Tutti noi proprietari siamo ben consci della necessità di dotare Costa Paradiso di una fognatura (resa oltretutto indispensabile a causa della speculazione edilizia, che ha stravolto l’idea iniziale devastando uno dei posti più unici e straordinari del nostro pianeta, un patrimonio comune da difendere). Però vogliamo che sia fatta nel rispetto della legge, e che non tocchi ancora una volta a noi pagare per gli errori commessi da altri o per finanziare ulteriori progetti speculativi.
    Lungi da noi l’idea di farla pagare al Comune o ai trinitaiesi come qualcuno in malafede va dicendo.
    Sinceramente nemmeno io capisco questa pervicacia nel voler delegittimare un CdA democraticamente eletto, che sta lavorando per il bene di Costa Paradiso e per risolvere legalmente tutti quei problemi di cui finora si era solo parlato.
    Non è così che si “salva Costa Paradiso”. Non è con questo continuo stillicidio di denunce e intimidazioni che si risolvono i problemi o si rimuovono gli “ostacoli”.
    Un clima così, prima, non s’era mai visto.
    Tutti noi, che siamo accomunati dall’amore per questo posto e dal diritto e dovere di salvaguardare i nostri investimenti, dobbiamo essere uniti e coesi.

    Diana Lanciotti

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