Il punto sull’acquisizione dei cespiti da parte del Comune di Trinità

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Il punto sull’acquisizione dei cespiti da parte del Comune di Trinità

CARI PARTECIPANTI , dopo una lunga pausa, legata soprattutto all'impossibilità di fornirvi notizie ed informazioni certe sulle molteplici vicende di Costa Paradiso, riprendiamo a darvi le informazioni che vi permettano di valutare e giudicare la complessità della situazione che stiamo vivendo:

Premessa
Nella nota informativa del mese di febbraio 2018, avevamo dato conto della situazione relativa alle iniziative intraprese dal C.d.A. per il passaggio della gestione delle opere di urbanizzazione di Costa Paradiso (rete stradale, parcheggi e aree attrezzate per uso comune; rete idrica, rete fognaria ed impianto di depurazione, con i correlati servizi urbanistici) agli enti pubblici indicati dalla legge (Comune di Trinità, EGAS e Abbanoa) per portare il comprensorio di Costa Paradiso in uno stato di piena legittimità amministrativa. Questo problema era stato affrontato dal C.d.A. sin dalla data del suo insediamento, attraverso riunioni con il Comune, con EGAS, con Abbanoa e con gli avvocati del Comune, senza conseguire alcun risultato, stante la decisa volontà del sindaco di Trinità d’Agultu di non acquisire le opere di urbanizzazione di Costa Paradiso e di non voler farsi carico dell’ampliamento della fognatura.
Si confidava, perciò, nell’udienza di merito del 24 aprile 2018 presso il TAR di Cagliari, nel ricorso promosso da ATCP ed altri contro il Comune, per superare una situazione che, di fatto, risultava bloccata. Sennonché, nella memoria di replica del 3 aprile 2018, il difensore del Comune di Trinità chiedeva un rinvio dell’udienza, asserendo che l'amministrazione comunale, da tempo, aveva avviato delle trattative con Egas e con Abbanoa per il componimento bonario della vertenza. Il presidente del TAR, accogliendo tale richiesta, fissava la nuova udienza al 19 dicembre 2018.

 

La posizione assunta dalla Comunità
In merito al ricorso al TAR, promosso da ATCP ed altri contro il Comune, la Comunità aveva ormai assunto una posizione di aperto sostegno, contribuendo alle spese per l’integrazione del contraddittorio, richiesto dal TAR. Dopo il suddetto rinvio, ha deciso di partecipare alle trattative in corso proponendo, attraverso i propri legali, un tavolo di confronto con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel servizio idrico integrato.

Il primo incontro si è tenuto a Cagliari il 26 giugno u.s. Ad esso hanno partecipato, oltre agli avvocati della Comunità, l’avvocato del Comune, il direttore generale di EGAS, un rappresentante di Abbanoa ed uno dell’Avvocatura dello Stato. L'incontro ha evidenziato un’ampia disponibilità di Egas a farsi carico delle problematiche di Costa Paradiso, con l’acquisizione immediata delle opere relative al servizio idrico integrato, nello stato in cui si trovano, attraverso il seguente percorso:
- valutazione della situazione in atto con la descrizione puntuale dello stato di consistenza delle opere;
- definizione, a cura del Comune, di Abbanoa ed Egas, di un piano di intervento per un miglioramento funzionale delle opere stesse;
- atto di trasferimento, prima al Comune e subito dopo ad EGAS, per il successivo affidamento della gestione ad Abbanoa.

Per contro, deludente è stata la posizione del Comune, nonostante le asserite trattative di cui sopra. Il sindaco ha continuato a dire che le opere non potevano essere acquisite fino a che non fossero state completate . Di conseguenza, l’incontro non ha avuto alcun esito.

Il progetto autonomo Mela/Gravina

Nel frattempo due imprenditori privati (proprietari di unità immobiliari in C.P.) hanno chiesto al Comune la concessione edilizia per eseguire uno stralcio della fognatura utilizzando il progetto dell’ing. Savi( commissionato anni fa dalla Comunità e pagato da tutti i partecipanti e quindi di proprietà della stessa Comunità). L’Ufficio Tecnico del Comune ha dato il nulla osta, non una concessione edilizia, essendo stato rilasciato a condizione che la Comunità autorizzi l’uso del progetto Savi, che i lavori vengano eseguiti su suolo pubblico e che vi siano i contratti di servitù in tutti quei casi in cui vengano coinvolte proprietà private. (Doc.1)

La cronistoria di un ping- pong

Dopo l’incontro del 26 giugno non è successo altro e a nulla sono serviti i ripetuti solleciti scritti all’avvocato del Comune da parte degli avvocati della Comunità per organizzare altri incontri, nell’intento di avviare quelle trattative enunciate dalla controparte per ottenere il rinvio della sentenza. Ecco in sintesi i passaggi da agosto ad oggi:

1) 2 agosto: Conferenza dei servizi indetta dal Comune (Doc.2);

2) 2 agosto, invio a Comune, EGAS, Abbanoa e Provincia di una istanza/diffida con la quale il C.d.A. comunicava la cessazione dal 1 ottobre 2018 della gestione del sistema idrico e fognario di Costa Paradiso (Doc.3);

3) 10 settembre: seconda istanza/diffida con la quale la Comunità invitava il Comune ad emanare, con urgenza, “il provvedimento concessorio (o qualsiasi altro atto) di individuazione del gestore,…” (Doc.4);

4) 12 Settembre: Risposta di Egas (Doc.5)

5) 14 settembre: risposta del Comune con cui, in sostanza, si rifiutava di seguire il percorso ordinario indicato da EGAS per la soluzione del problema (Doc.6);

6) 20 Settembre: ulteriore risposta di Egas (Doc.7)

7) 26 settembre : diffida del C.d.A. al Comune perché avvii la suddetta procedura di acquisizione, con l'espresso avvertimento che, in difetto, avrebbe proceduto alla tutela dei diritti e degli interessi della Comunità nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie (Doc.8);

8) 28 settembre risposta del Comune, che conferma che In assenza della positiva conclusione della procedura di collaudo, “nessuna responsabilità può essere addebitata all’Amministrazione comunale” (Doc.9).

E’ evidente come in questo botta e risposta, il Comune di Trinità stia forzando il sistema amministrativo e lo stesso principio di legalità, cui ogni amministrazione pubblica dovrebbe attenersi rigorosamente.
Infatti, non essendo il lottizzante e nemmeno l’avente causa, la Comunità non ha il compito di intervenire e di adempiere le prescrizioni contenute nel verbale di collaudo. D’altra parte:
- le prescrizioni non inficiano il collaudo, che quindi è efficace a tutti gli effetti, ma sono solo una raccomandazione  ad intervenire nel tempo.
- la Comunità non può cedere ciò che non è di sua proprietà; vuole, invece, lasciare la gestione delle opere, per la quale non ha alcun titolo di legittimazione, in particolare per il servizio idrico e per quello fognario, che svolge in via di fatto e che la legge assegna ad EGAS ed Abbanoa SpA.
- il "servizio acqua-depurazione", a prescindere da chi sia il soggetto proprietario\titolare del singolo tubo, del depuratore e di ogni altro elemento infrastrutturale, deve essere ricondotto a un soggetto pubblico specifico, non a caso chiamato gestore unico. Non sono ammesse gestioni esterne a questa

La posizione del Comune di Trinità d’Agultu, di non voler acquisire le opere di urbanizzazione di Costa Paradiso e di rifiutare ogni coinvolgimento nell'ampliamento della fognatura, ha reso vano ogni tentativo di trattativa per chiudere anticipatamente la vertenza presso il TAR. In ogni caso, risulta più che evidente l’ambiguità del Comune che da una parte rifiuta le opere e dall'altra esprime il suo “Nulla Osta” ad una iniziativa del tutto privatistica per la realizzazione di un lotto funzionale della fognatura, promuovendo addirittura una conferenza di servizi con EGAS ed Abbanoa per dare all'iniziativa stessa un presunto crisma di legittimità.

LE AZIONI DELLA COMUNITA'
In questo quadro, nel rammarico che la trattativa col Comune non abbia dato alcun esito, il C.d.A. sta predisponendo ogni utile iniziativa per tutelare gli interessi di tutti i proprietari.
Vi terremo informati dei prossimi sviluppi.

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

3 Comments

  1. Salve a tutti.
    Mi ripeto, per l’ennesima volta.
    1) Con il Comune di Trinità non c’è alcuna speranza di fare alcun accordo “con le buone”. Sono anni che questi tentativi vanno avanti senza esito alcuno. Occorrono azioni legali decise, e non capisco tutte queste remore che, da anni, attanagliano i CDA di turno. Oggi abbiamo (finalmente) supportato un ricorso al TAR, ma siamo sempre troppo titubanti.
    2) Ci stiamo dimenticando che un’opera di urbanizzazione, da realizzare su aree “comuni”, come qualsiasi altra opera di trasformazione del territorio, richiede un Permesso di Costruire (una Concessione edilizia). E una Concessione edilizia (usiamo il vecchio termine per capirci) viene rilasciata soltanto all’avente titolo a richiederla, che è il proprietario. Qui il proprietario è la Comunità intera, intesa come insieme di tutti i proprietari. Se un solo proprietario la chiede, il Comune di Trinità NON PUO’ RILASCIARLA se quel proprietario non è munito di consenso (scritto) di tutti gli altri. Una Concessione rilasciata ad un soggetto senza il consenso di tutti gli altri è illegittima ed inefficace. Peraltro le concession sono rilasciate SEMPRE salvo diritti di terzi.

    Pertanto, posto che senza consenso della Comunità interna nessuno fa niente a Costa Paradiso, sarebbe meglio che ce la realizzassimo da soli questo cavolo di fogna, per metterci in regola, e poi far causa a tutti. Perchè, mi pare piuttosto chiaro, con le buone con questo Comune non si ottiene nulla. Invece non va bene neppure questo, e continuiamo a parlare di cose e teorie inesistenti. Tutto ciò è quasi allucinante.

    Un territorio che, come Costa paradiso, si suicida da solo, per concorso colpevole di tanti, non è facile da trovare. Albert Einstein diceva: “Ci sono due cose infinite al mondo: L’universo e la stupidità umana, ma sull’universo non sono sicuro”.

    Ciao!

  2. Guiducci Sandro ha detto:

    Premesso che da “cittadino della repubblica democratica italiana” sono rammaricato della piega che ha assunto la vicenda del rapporto Comunità/Comune devo dire che il braccio di ferro per la soluzione per problema cespiti/ fognatura non l’ha voluto attuare la comunità. Lo dimostrano i ripetuti tentativi di composizione offerti dalla comunità al comune. Tentativi, purtroppo, tutti falliti.
    I proprietari vogliono vedere fatti, di parole siamo stati “ annegati “ da circa 30 anni.
    Mi auguro che i signori proprietari si sveglino dal torpore invernale e associno l’amore che dimostrano in estate per il territorio leggendo, valutando, intervenendo, nella comunicazione pubblicata.
    In conclusione …. un plauso “senza si e senza ma” al consiglio di amministrazione. AVANTI TUTTA!!!

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