Il punto sull’acquisizione dei cespiti da parte del Comune

Risposta del sindaco del 14 febbraio 2018
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Una proposta
2 marzo 2018

Il punto sull’acquisizione dei cespiti da parte del Comune

Nel Protocollo di intesa sottoscritto il 7 marzo 2017, alla base degli impegni assunti da questo C.d.A., vi era, al primo punto, quello di: “Avviare immediatamente tutte le procedure necessarie verso gli enti pubblici interessati (Comune di Trinità, ATO e Abbanoa) per consentire la transizione della gestione del territorio di Costa Paradiso verso una situazione di legittimità amministrativa per ciò che afferisce: a) la rete stradale, i parcheggi e le aree attrezzate per uso comune; b) la rete idrica, la rete fognaria e l’impianto di depurazione, con i correlati servizi urbanistici”.
Questo problema è stato affrontato da questo C.d.A. sin dalla data del suo insediamento attraverso riunioni con il Comune, con EGAS, con Abbanoa e con gli avvocati del Comune, senza giungere a nulla di conclusivo, che ci permettesse di informare la Comunità sugli sviluppi ed i risultati conseguiti.

In realtà, i risultati finora ottenuti sono stati nulli. E questo spiega il nostro silenzio su un problema così importante per la Comunità, di cui riteniamo opportuno riassumere, per i meno informati, gli elementi principali.

Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione, sussisteva (e sussiste) in base alla convenzione di lottizzazione di Costa Paradiso l’obbligo in capo al Comune di Trinità di acquisire le opere di urbanizzazione, una volta collaudate. Il collaudo è avvenuto lo scorso anno per l’impianto idrico e per quello fognario e di depurazione, mentre per la rete viaria non c’è stato alcun collaudo formale; tuttavia, essendo le strade aperte alla libera circolazione da molti anni si può sostenere che anche esse siano da ritenere collaudate per fatto concludente…dall’uso pubblico. Allo stato, non vi sarebbero, pertanto, ostacoli o impedimenti formali per l’acquisizione, da parte del Comune di Trinità, delle opere di urbanizzazione di C.P. e della relativa gestione.

In base alla convenzione di lottizzazione, tale obbligo è scaduto 1 agosto 1995. Scadenza che non è stata rispettata dal Comune, anche per l’acquiescenza della Comunità, che ha continuato a gestire le opere a spese dei proprietari fino ad oggi. Questa gestione, oltre ad essere impropria, nel senso che essa spetta ad altro soggetto, specificamente previsto dalla legge (Abbanoa), è anche illegittima non essendo stata affidata alla Comunità nelle forme previste dalla legge (v. D.Lgs. n. 152/2006 e successive modificazioni). Di conseguenza, a fronte del quadro normativo vigente, è dovere ineludibile del C.d.A. cedere al Comune la gestione dei servizi idrici e fognari di C.P.

Il Comune di Trinità, dopo aver mostrato lo scorso anno una apparente disponibilità alla presa in carico delle opere, sembra aver assunto recentemente una posizione più rigida, ponendo come condizione che i proprietari di case di C.P. si facciano carico degli oneri derivanti dalla realizzazione del progetto di ampliamento della fognatura e dall’adeguamento della rete idrica e continuino ad assicurare l’attuale gestione fino alla conclusione dei relativi lavori.

D’altro canto, Abbanoa non sembra molto disponibile ad accollarsi strutture considerate fuori standard ipotizzando per questo tempi lunghi per i suoi interventi, che devono, comunque, essere inseriti in una programmazione pluriennale. A sua volta, EGAS, cui competono le funzioni di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato come autorità d’ambito della Sardegna, sostanzialmente rimanda al Comune la soluzione del problema, considerato che gli interventi necessari non potranno essere attuati nel breve termine.

Ora, la mancanza di un sistema idrico integrato conforme alla normativa vigente e la presenza di scarichi con fosse IMHOF , da anni fuorilegge, espone il villaggio al rischio della chiusura per motivi sanitari o per danni all’ambiente. La Comunità ha ottenuto a fatica, circa 2 anni fa, un permesso allo scarico per l’attuale depuratore in vista di un imminente inizio (che non c’è mai stato) delle opere del progetto di ampliamento dell’attuale rete fognaria. Tale permesso, scade a settembre 2019 e si suppone che non sarà rinnovato se, alla data di scadenza, le opere non saranno, nel frattempo, almeno iniziate. L’ampliamento della fognatura deve essere eseguito in attuazione del progetto che ha ottenuto tutte le approvazioni necessarie (progetto Savi).

La vertenza tra Comune e Comunità ha dato luogo alla presentazione, alla fine del 2012, di un ricorso al TAR della Sardegna per: l’annullamento del provvedimento 12 settembre 2012 con cui il Comune di Trinità d’Agultu ha rigettato la richiesta avanzata da ATCP e da un gruppo di proprietari di acquisizione e gestione da parte del Comune delle opere di urbanizzazione del Piano di lottizzazione Costa Paradiso; l’accertamento dell’obbligo/dovere del Comune di Trinità d’Agultu di assumere la gestione delle opere di urbanizzazione primaria realizzate; la condanna del Comune stesso ad adempiere alla gestione, al collaudo e, se necessario, all’ampliamento e potenziamento dell’impianto fognario, nonché di tutte le opere di urbanizzazione primaria indicate negli artt. 3 e 4, convenzione di lottizzazione 1 agosto 1975 stipulata tra il Comune e la Costa Paradiso Società Coop. a r.l., la cui definizione è prevista nell’udienza fissata per il prossimo 24 aprile 2018.

la situazione in atto
Dopo ripetuti incontri con il Comune , in agosto 2017 il presidente del C.d.A. ha inviato una lettera al Sindaco con l’invito ad acquisire la gestione delle opere di urbanizzazione e, nello scorso mese di gennaio, il presidente del C.d.A. ha nuovamente inviato una lettera al Sindaco di Trinità rappresentandogli la necessità e l’urgenza che il Comune prendesse finalmente in carico le opere di urbanizzazione di Costa Paradiso in attuazione delle convenzioni di lottizzazione sottoscritte a suo tempo dal Comune stesso e dalla Cooperativa Costa Paradiso S.r.l.. Nella lettera si faceva, inoltre, presente che la Comunità avrebbe unilateralmente abbandonato la gestione dei servizi svolti in sostituzione del Comune e che la Comunità avrebbe garantito la gestione stessa solo per un periodo di transizione per consentire al Comune di organizzarsi per la cura dei servizi urbanistici finora svolti dalla Comunità
Il Comune rispondeva alla suddetta lettera affermando che non avrebbe acquisito le opere fintanto che la Comunità non avesse ultimato l’ampliamento della fognatura; nel frattempo la gestione doveva essere garantita dalla Comunità, fino alla data delle acquisizioni delle opere da parte del Comune. Il sindaco invitava anche il C.d.A. di inoltrare la sua lettera a tutti i partecipanti, affinché la sua posizione fosse resa nota a tutti

In data 20/02/2018 durante una riunione tra Comune e alcuni componenti del C.d.A., il sindaco ribadiva il suo orientamento già espresso nella lettera citata.

Tuttavia, qualora la sentenza del TAR dovesse dare ragione ai ricorrenti, l’esecuzione a cura e carico di enti pubblici della fognatura avrebbe probabilmente tempi tali da non coincidere con i limiti temporali a disposizione per la realizzazione del progetto Savi. Nel contempo si potrebbe delineare il rischio della chiusura del comprensorio di Costa Paradiso, a seguito di eventuali iniziative del Comune o delle autorità giudiziarie competenti per la tutela ambientale. Questa eventualità metterebbe comunque in mora le istituzioni pubbliche per mancata attuazione della sentenza del TAR.
Valutazioni
La decisione del sindaco di Trinità d’Agultu di non acquisire le opere di urbanizzazione di Costa Paradiso e, conseguentemente, di non farsi carico dell’ampliamento della fognatura, ha di fatto reso vano ogni tentativo di trattativa per chiudere anticipatamente la vertenza attualmente nelle mani del TAR. Conseguentemente, alla Comunità, non resta che aspettare la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, mantenendo fissa la propria posizione espressa nella missiva di gennaio e sperando che la pronuncia della sentenza non subisca ulteriori ritardi e che, soprattutto, non sia sfavorevole ai ricorrenti, e quindi alla Comunità.

In ogni caso, qualora la sentenza del TAR dovesse dar ragione ai ricorrenti, partecipanti della Comunità, l’esecuzione dell’ampliamento della fognatura, a cura e a carico di enti pubblici, non avrebbe tempi brevi. Il che non si concilia con i limiti temporali imposti nel provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale alla realizzazione del progetto Savi.

Per questo motivo è d’obbligo continuare a sollecitare tenacemente, con determinazione e con ogni mezzo EGAS, Abbanoa ed il Comune per individuare soluzioni intermedie che consentano di avviare la realizzazione almeno del primo lotto del progetto Savi prima del 2019, per scongiurarne la scadenza, ma anche per evitare eventuali rischi di chiusura di Costa Paradiso per danni ambientali. Questo è, oggi, l’impegno prioritario di questo C.d.A.

Costa Paradiso, febbraio 2018

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

3 Comments

  1. Gianni Errico ha detto:

    Scrivo con l’account di mio marito, non avendone uno personale.
    Condivido in pieno le considerazioni di Maurizio Rossi. L’atteggiamento “suicida” del Comune è inspiegabile e inaccettabile. È ora di compattarsi e fare davvero fronte comune… contro il Comune.
    Sul mio sito, per non coinvolgere il sito ufficiale della Comuntà, pubblicherò delle considerazioni un po’ più approfondite.
    Grazie per l’attenzione

    Diana Lanciotti

  2. Maurizio Rossi ha detto:

    Sono d’accordo con Pietro e dato che le strade non sono omologate mettendoci a rischio qualora si verifichino gravi incidenti suggerirei anche, come azione di forza, la chiusura della sbarra con passaggio dei mezzi dei soli proprietari e delle persone invitate da questi ultimi. I visitatori potranno passare ma solo a piedi dato che Legge vigente non specifica che il passaggio, che comunque deve essere garantito, debba avvenire con auto o quant’altro. E’ da anni che si cerca di parlare con il Comune in maniera corretta e civile senza alcun risultato tangibile ed è quindi arrivato il momento di smetterla con inutili discussioni e prendere delle posizioni precise e più rigide. I vari “imprenditori” che operano sul nostro territorio solo a loro beneficio e nei periodi a loro più convenienti, si rivolgano loro al Comune dato che sono tutti, bene o male, legati al medesimo. Per quanto attinente al pericolo ventilato della chiusura di Costa che la chiudano pure voglio proprio vedere come sopravviveranno senza lavoro e con IMU ridotta per Legge al 50%. Ci sono poi abitazioni che hanno l’abitabilità, che sono allacciate all’impianto fognario ed i cui proprietari hanno pieno diritto di abitarci.
    Maurizio

  3. pietro ha detto:

    Io propongo una cosa molto semplice. Se il TAR ad aprile dovesse darci ragione : Aprire un conto corrente ad OK e far versare Li, da tutti i proprietari, la prossima IMU . Il fondo sarà a disposizione del Comune solo x costruire le opere x cui viene condannato ad eseguire. Se non decide subito di procedere lo farà la comunità per conto del Comune.
    Pietro

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