Lettera aperta del CDA ai proprietari

La risposta del CdA al messaggio del sig. Mela
16 aprile 2020
Il TAR rinvia ancora: stavolta è colpa del Covid……
4 maggio 2020

Lettera aperta del CDA ai proprietari

 

Gentili Partecipanti,

In questo momento, che lascia intravedere una  luce in fondo al tunnel e incoraggia la speranza di uscita dalla enorme tragedia che il contagio del Coronavirus sta provocando nel nostro Paese, il CDA rivolge a tutti voi l’augurio di una ripresa della vita normale. 

E’ difficile prevedere quale sarà la situazione a Costa Paradiso nei prossimi mesi, poiché le previsioni  sui tempi di ritorno alla normalità sono ancora molto incerte. Qualche dato più attendibile forse lo avremo a fine maggio; nel frattempo i servizi della Comunità sono ridotti al minimo e questa situazione durerà per le prossime settimane di cassa integrazione per il personale dipendente. 

E’ evidente a tutti che le prospettive per la prossima stagione estiva sono molto negative e che le presenze subiranno un calo difficile da quantificare, ma in ogni caso significativo. Le conseguenze di tutto ciò, già   visibili, si ripercuoteranno su tutto il territorio e sull’ indotto che gravita su Costa Paradiso: la Comunità subirà un notevole contraccolpo e tutti insieme dovremo lavorare per i necessari provvedimenti di ridimensionamento. In questa ottica la motivazione della programmata richiesta dell’acconto per il prossimo esercizio 2020/2021, è determinata sostanzialmente dalle necessità contabili di far fronte alle spese obbligatorie correnti; essa, tuttavia, sarà anche il termometro indicatore dello stato di solvibilità di ogni partecipante in questa difficile situazione. Comprendiamo perfettamente che chiedere soldi ora sembra una cosa fuori luogo, ma la risposta a questa richiesta servirà a trarre indicazioni utili per prevedere quale sarà la sorte della Comunità. 

Nonostante la fase drammatica che stiamo vivendo, c’è ancora qualcuno a Costa Paradiso, che, con arroganza, scrive alla Comunità lettere e commenti pieni di ingiurie al CDA e di evidenti falsità, pretendendone anche la pubblicazione nel sito ufficiale.Infatti, dopo la nostra risposta a commento della precedente mail pubblicata sul sito della Comunità il giorno 16 aprile,(link) il sig. Mela ha inviato un commento che inizia con questo educatissimo tono: “….I cinque deficienti del CDA scrivono ancora, non hanno un c**** da fare…. “ 

Egli accusa il  CdA di non aver fatto niente, ma soprattutto di non aver dato esecuzione alla delibera dell’assemblea straordinaria del 28 maggio 2011 (link) , quella che accolla ai proprietari le spese per l’ampliamento dell’impianto fognario, tentando  di far leva su sentimenti di tipo campanilistico con un incitamento alla fronda dei Sardi verso i “Continentali”!!! 

Molto interessante è, poi, quanto scrive a proposito di morosità:  Essere “morosi” non è una opinione, [lo stato di morosità] dev’essere suffragato  da comunicazioni e da atti che, riferiti al momento dell’assemblea del 28 maggio 2011, sono assolutamente inesistenti“,  sostenendo che, in quella occasione, non aveva ricevuto alcuna diffida formale.  Ebbene, il signor Mela, alla suddetta assemblea del 2011, aveva deleghe per un totale di 699,17 decimillesimi per le cariche e 1526,8 decimillesimi per le spese (nell’assemblea straordinaria (link) si è votato solo per le spese), che rappresentavano più del 50% dei decimillesimi totali. Il signor Mela  ha, quindi, deciso il risultato da solo. Il suo stato di insolvenza, che, a termini di Regolamento, avrebbe dovuto determinare la sua esclusione dal voto, pur non essendo stato formalizzato con una lettera di diffida, in realtà non era una opinione, ma un dato certo, che durava da tempo e che è provato dai documenti contabili: morosità al 30/09/2010: 130.385,97 euro; morosità al 31/03/2011: 159.679,04 euro; morosità al 30/06/2011: 169.896,20 euro. E’ interessante notare che la sua insolvenza cronica è continuata anche dopo l’assemblea di cui sopra, nella quale egli è stato, perfino, eletto nel consiglio di amministrazione. Questa circostanza non costituiva e non avrebbe dovuto costituire una semplice ‘opinione’ per un consigliere che si rispetti. Ma, nella sua protervia, egli insiste: “Raccontare c****” è molto semplice, non capire è roba da deficienti “.  

Altro passaggio molto esplicativo del concetto che questo signore ha della Comunità è quando scrive: “Non pagherò più nulla alla Comunità sino a quando non verranno ripristinate l’agibilità degli alloggi e l’edificabilità dei terreni di proprietà delle mie società!!! L’assenza di agibilità e di edificabilità è dovuta al disimpegno di questo CDA riguardo alla realizzazione del completamento della fognatura !!!” 

Ogni considerazione su queste affermazioni è superflua perché tutti sanno che l’agibilità degli alloggi e l’edificabilità dei terreni non dipendono certo dalla Comunità, ma dal Comune di Trinità. Quello stesso Comune che non ha imposto al sig. Mela  di realizzare la fognatura (o in alternativa di fargli pagare gli oneri di urbanizzazione primaria) quando gli ha rilasciato le licenze per edificare, in modo intensivo e devastante per l’ambiente, il lotto H50. Né il nostro si è fatto avanti per realizzarla a sue spese, preferendo invece allacciare abusivamente (quindi senza pagare nulla) ben 13 unità immobiliari alla fognatura esistente. Peraltro, tutti conoscono l’impegno che questo CDA ha dedicato per cercare di risolvere un problema – quello dell’ampliamento della  fognatura - che coinvolge circa il 60% delle abitazioni di Costa Paradiso. E’ sconcertante, invece, il proclama del signor Mela che ha deciso di continuare a non pagare lasciando agli altri di pagare anche per lui. A questo proposito, sono stati richiesti da tempo i provvedimenti giudiziari del caso, decreti ingiuntivi, pignoramenti e ipoteche, per cercare di recuperare le quote dovute. Lo stesso ricorso presentato al TAR per risolvere il problema della fognatura attende da anni una sentenza che tarda a venire soprattutto a causa dei mille espedienti presentati dal Comune e dalle società del signor Mela  al solo scopo di procrastinare ed impedire il giudizio finale. L’ultimo esempio è di questi giorni: pochi giorni prima dell’udienza fissata per il 21 aprile la controparte ha presentato al Giudice una richiesta per ottenere l’ennesimo rinvio (link) alla quale la Comunità ha fatto opposizione chiedendo di chiudere la vertenza con un una sentenza (link).  Purtroppo, il Giudice ha accettato il rinvio (a data ancora non nota) e questo negativo gioco delle parti durerà ancora deteriorando sempre più la situazione del territorio. A chi giova tutto ciò?  Certamente non al CDA che nella questione non ha interesse alcuno né  tantomeno a tutti quei partecipanti che onorando gli impegni previsti dal regolamento della Comunità, contribuiscono ancora a tenerla in vita, nonostante i morosi cronici.  

Questa è l’ultima volta che, come CdA, ritorniamo su questa controversia assurda   e strumentale. Ci sono ben altri problemi da affrontare

Buona salute a tutti!

CDA della Comunità di Costa Paradiso

26 aprile 2020

12 Comments

  1. Gianni Monterosso ha detto:

    Buonasera a tutti .
    Vorrei tornare sull’argomento della richiesta di acconto per l’esercizio 2020/2021 perché, da qualche commento, mi rendo conto che forse necessita qualche ulteriore chiarimento. Il sig. Marciano ha chiaramente espresso il concetto che la quota comunitaria annuale, che ogni proprietario paga, non dipende dalla sua presenza o meno a Costa Paradiso, ma dai decimillesimi attribuiti alla sua proprietà . Le presenze a Costa Paradiso, sia dei proprietari di casa che di coloro che vengono in affitto, influenzano invece il giro di affari dell’indotto sia esterno che interno a Costa Paradiso ( negozi, bar, ristoranti ecc) che di questo vive. In particolare chi ha investito sulle case per lo specifico uso di locazione subirebbe un rilevante danno in presenza di calo delle presenze. Alla luce della grave situazione provocata dal contagio per COVID 19 é difficile fare ora una previsione sulle conseguenze che si potranno avere sul regolare pagamento delle quote. La Comunità ha, tuttavia, delle spese fisse a cui deve far fronte e l’acconto serve proprio a coprire dette spese. Sulla base del flusso dei pagamenti il CDA dovrà trarre le necessarie considerazioni sul futuro della Comunità.

    Vorrei fare una breve precisazione alle osservazioni fatte nel commento del sig. Bisi in merito a quello che egli considera un ping pong tra il CDA e il sig. Mela . Veda sig. Bisi non é un piacere, e tanto meno é accettabile, per il CDA ricevere lettere offensive e incivili da chicchessia mentre é un dovere far rispettare il regolamento e tenere in ordine i conti della Comunità nell’interesse di tutti. Sarebbe sicuramente più utile, oltre che piacevole , dedicare tutto il nostro tempo al miglioramento della qualità della vita di tutti i partecipanti, ma questo é possibile solo se ognuno rispetta gli impegni che ha preso entrando a far parte della Comunità. Proprio perché, per regolamento, i componenti degli organi direttivi della Comunità, regolarmente eletti ,prestano la loro opera in assenza di ogni interesse e senza alcun compenso, sarebbe auspicabile che regnasse un clima di serenità , di rispetto e di corretto adempimento da parte di ognuno del pagamento di quanto dovuto . Sono certo che questo sia ciò che, sia Lei che il sottoscritto , desideriamo per far si che Costa Paradiso sia il posto migliore del mondo. I miei più cordiali saluti.

    Faccio a tutti i miei più sinceri auguri di uscire presto da questa grave situazione nella speranza di un felice e rapido ritorno alle nostre dimore di Costa Paradiso.
    Presidente della Comunità
    Gianni Monterosso

  2. claudia scotton ha detto:

    Quelli che il Sig. Mela chiama “cinque deficienti del CdA” rappresentano centinaia di persone che li hanno votati e che condividono il loro operato. Ho sempre pensato che il buon senso fosse la strada giusta per trovare una soluzione ma con una persona del genere è tempo perso: si comporta come un bambino a cui hanno sottratto il gioco. Affrontarlo tramite vie legali è l’unica strada percorribile perchè, anche se lunga, porterà ad una soluzione definitiva.
    Spero che vogliate continuare a pubblicare le eventuali future lettere/email che il Sig. Mela vi invierà perchè i suoi scritti ci danno la possibilità di conoscere fino in fondo il personaggio.
    Un forte abbraccio e una raccomandazione: non mollate e di qualsiasi cosa abbiate bisogno non esitate a chiedere perchè non siete soli.
    Siamo in pochi che vi scrivono ma siamo in molti a sostenervi.

  3. Gentili Signori,
    leggo che ormai (forse per la disperazione) siamo arrivati agli insulti e di ciò me ne dolgo, capisco la situazione di grave impasse tra il Sig. Mela e la Comunità, ma penso che l’attuale CDA sia dalla parte della ragione e finalmente abbiamo qualcuno che difende effettivamente gli interessi di noi proprietari. Non posso dimenticare la protervia e sfacciataggine dei Vostri predecessori che hanno lasciato degenerare la situazione finanziaria della Comunità senza muovere un dito.
    Ciò detto avrei necessità un chiarimento sulla questione della richiesta degli acconti.
    Chiarimento, tengo a precisare, forse dettato dalla poca conoscenza della struttura dei costi della Comunità.
    Ho sempre ritenuto che la copertura delle spese fosse direttamente conseguente alle entrate rivenienti dai proprietari e quindi non capisco la correlazione tra la richiesta ed il paventato il calo delle presenze visto che, a quanto mi consta, le quote sono comunque dovute per il fatto di essere proprietario e non è direttamente correlato alle presenza che è e rimane un problema di chi svolge attività commerciale all’interno della Comunità per i quali è evidente che il calo delle presenza potrebbe costituire un serio problema.
    Esiste inoltre il problema assai serio del recupero crediti che non so se sia riferito interamente, vista la cifra, a diversi soggetti proprietari.
    Per tornare alla Vostra richiesta, ritengo poi che in un momento tragico come l’attuale che vede molti di noi in seria difficoltà con attività pressoché ferme la richiesta di anticipare di un anno la quota non sarebbe cosa facile.
    Vi sarò grato, se lo riterrete opportuno, chiarire le mie perplessità confermando o smentendo il miei ragionamenti.
    Grato per il Vostro impegno porgo i migliori saluti.
    Mauro Marciano

    • Claudio Pedace ha detto:

      Gentile sig. Marciano, grazie per il suo commento. La prassi dell’anticipo della quota generale è abituale ed è adottata da molti anni. La relativa novità è che, già dall’anno scorso, la quota di anticipo è stata portata al 90%. Questo soprattutto per semplificare le procedure, riducendo anche le spese amministrative. In pratica per i proprietari quest’anno non cambia nulla rispetto al precedente. La preoccupazione rappresentata nella lettera aperta nasce dal fatto che una parte consistente dei proprietari, in particolare quelli che affittano case, possa aver difficoltà a pagare la quota, che ,lo ricordo, ci permette di pagare gli stipendi dei dipendenti e la manutenzione del territorio (ogni mese una cifra intorno ai 100.000 €). Starà ovviamente all’assemblea deliberare su eventuali variazioni in questa procedura.
      Per quanto riguarda il recupero crediti, l’azione del CdA è stata in questi anni costante, sia attraverso accordi con piani di rientro (purtroppo spesso non rispettati) che con l’avvio delle procedure di legge, anche attraverso un’agenzia di recupero crediti.Di tutto questo può trovare documentazione nell’archivio documenti del sito.Spero di aver risposto ai suoi dubbi. Per eventuali chiarimenti ulteriori può sempre contattare il CdA all’ indirizzo mail cda@territoriocostaparadiso.it.
      Cordialmente
      Claudio Pedace
      Consigliere CdA

  4. Giovanni Gurrieri ha detto:

    Vorrei esprimere il mio ringraziamento al CDA per l’impegno profuso nel difendere gli interessi della Comunità e di tutti i proprietari onesti, e non dei pochi inqualificabili approfittatori.
    Sappiate che non siete e non resterete mai soli.

  5. Guiducci Sandro ha detto:

    Vorrei ripartire da: “È ora di finirla” ed in questo contesto mi rivolgo al 60% dei signori proprietari degli immobili di Costa Paradiso che da decenni mantengono in vita il territorio con regolarità ed onesta’.
    Mi fa schifo dover pensare a quel 40% che hanno sfruttato sia la nostra onesta’ sia il territorio traendone guadagni con visibili danni non rimediabili purtroppo con la connivenza del “ sistema paese”.
    Consentitemi un inciso pertinente riprendendo ciò che ha detto Diana Lanciotti in merito alla liberazione dei mafiosi sottoposti al 41 bis. “Il sistema paese” li ha riportati a casa a nostre spese contravvenendo al più elementare dei principi : la tutela dello stato e dei sui cittadini. Non mi abituo a quel “ sistema paese” e mi vergogno di essere italiano.
    Tornando a quel 60% vorrei evidenziare che, prescindendo da situazioni di grave sofferenza per i recenti accadimenti dovuti alla pandemia, dobbiamo concentrarci nel non disperdere il lavoro fin qui compiuto dal CdA e cito alcune aree funzionali:
    – funzionalità dell’amministrazione;
    – ricerca ed individuazione di soluzioni legali per la realizzazione del completamento del sistema fognario;
    – miglioramento della fruibilità del territorio;
    – conferma delle procedure per il recupero delle morosità;
    dobbiamo più di ogni altro momento essere puntuali nel versamento delle quote di anticipo dell’esercizio 2020.
    Evidenzio un paio di aspetti da non sottovalutare:
    – Il territorio in degrado sarebbe sempre più preda proprio da parte di tutti coloro che lo hanno fruttato;
    – il degrado della capacità di spesa comporterebbe la drastica riduzione del personale con gravi ripercussione sui preziosi collaboratori della Comunità.
    In conclusione prestiamo particolare attenzione a questo periodo, non sottovalutando che i vostri/nostri pareri, incoraggiamenti (preferibilmente scritti) sono fondamentali.
    VIVA COSTA PARADISO !!! VIVA GLI ONESTI !!!!
    Sandro Guiducci

  6. Gian Paolo Bisi ha detto:

    Struggente assistere al ping pong fra cda e Mela. Temo che questo rapporto conflittuale trattenga un po’ dagli atti necessari al recupero come se ci accontentassimo delle grida. Sono €400.000 e restano €400.000 più spese legali etc. e sicuramente i legali se ne sono aggiudicati già una certa parte e non gradirei vedere prendersi tutta la torta. Se tutta questa veemenza e livore venissero immagazzinati a favore di operazioni virtuose, avremmo la location più ambita della Gallura. Invece così ci raccogliamo a commentare mestamente la lite da cortile. Brutto comunicato via mail del cda: cupo, angosciante, leggermente perentorio, deprimente. Please abbozzate un sorriso e guardate il bicchiere sempre pieno e non tutto vuoto!!!! Io ho invece l’opinione che il turismo Italiano nei mesi estivi sarà consapevole e privilegerà le nostre coste e mari. La percentuale di chi andava all’estero si riverserà in Italia e la voglia di andare in giro dopo la cinquantena (non si può dire quarantena) porterà in Sardegna tante persone forse nuove alla scoperta e all’investimento. Pensate forse che sia meglio andare a bagno nel Piave o nel Po’ rispetto alle acque cristalline della Sardegna?

    • Claudio Pedace ha detto:

      Gentile sig.Bisi, purtroppo non si tratta di ping-pong, ma di un conflitto aperto fra chi ha il mandato di amministrare la Comunità , e chi dichiara apertamente di non volerne rispettare le regole e pagare il dovuto. Le ricordo che sono in atto tutte le procedure legali necessarie per recuperare questo ed altri crediti. Non una lite da cortile (anche se l’immagine è divertente), ma una questione di principio ed economica che mette in discussione di fatto l’esistenza stessa della Comunità. Il nostro comunicato risente sicuramente dell’atmosfera non propriamente allegra del periodo, ma è il risultato di un impegno costante, quotidiano del CdA, per salvaguardare il territorio da abusi e Covid, ed il lavoro (anche attraverso la Cassa Integrazione) dei nostri dipendenti. Pensiamo che la nostra azione ,se non proprio ‘ virtuosa’ sia stata seria e costante, rispettosa del mandato che ci era stato dato. Per concludere con il sorriso, che lei giustamente richiede, anche noi ci auguriamo che la sua previsione finale si realizzi, con qualche(e non piccola) preoccupazione per la salvaguardia della salute di tutti coloro che avranno la possibilità di passare la loro estate a Costa Paradiso
      Claudio Pedace
      Consigliere Cda

  7. Mimmo Butera ha detto:

    Il contenuto dell’ultima missiva, unitamente alle volgarità con cui si esprime, tradiscono la incapacità di mantenere il controllo, evidentemente a causa di pressioni di natura economica.
    Mi spiace che continui ad insistere a difendere l’indifendibile con argomenti pretestuosi, rischiando di portare tutta Costa Paradiso , il territorio circostante e tutte le persone che vivono sul turismo verso una situazione di non ritorno.
    Ringrazio il CdA per il suo impegno e ricordo ai componenti che non sono certamente soli.

  8. Diana Lanciotti ha detto:

    Ma scusate, ho letto bene o gli interventi pretestuosi di quel signore hanno provocato un ulteriore rinvio della sentenza del TAR? E poi ci meravigliamo che l’Italia abbia preso una china assurda e che siamo in mano a chi dei cittadini si fa beffe e continua a vessarli e calpestarne i diritti… Siamo davanti all’ennesima incapacità della “giustizia” di definire una questione chiara e precisa. Davanti all’ennesima riprova che i “furbi” la vincono (quasi) sempre.
    Del resto in questi giorni la “giustizia” ha messo in libertà mafiosi da 41 bis. Che cosa possiamo aspettarci?
    Sono disgustata. In tanti stiamo pensando d scendere in piazza per riprenderci la nostra libertà e i nostri diritti calpestati da questi politici e da questo sistema corrotto che sta mandando l’Italia a gambe all’aria. Potremmo fare una deviazione in quel di Cagliari, per farci sentire da chi fa orecchie da mercante. È ora di finirla!

    Diana Lanciotti
    diana@dianalanciotti.it
    http://www.dianalanciotti.it

Lascia un commento