NOTE SULLA NUOVA CONVENZIONE STIPULATA DAL COMUNE DI TRINITA’

NOTIZIE IN BREVE DICEMBRE 2019
9 dicembre 2019
Lettera di Amici di Costa Paradiso sulle convenzioni comunali per la fognatura
27 dicembre 2019

NOTE SULLA NUOVA CONVENZIONE STIPULATA DAL COMUNE DI TRINITA’

Lo scorso 27 novembre 2019 è stata diffusa la notizia dell'avvenuta stipula, di due distinte convenzioni urbanistiche tra il Comune di Trinità d'Agultu e le società Paradiso Costruzioni S.r.l. e Carolina D. S.r.l. aventi ad oggetto la realizzazione del 1° stralcio del progetto di ampliamento della fognatura di Costa Paradiso. Al riguardo, abbiamo ricevuto molteplici telefonate da proprietari che, più o meno allarmati, chiedevano chiarimenti ed informazioni sui lavori di ampliamento della rete fognaria di Costa Paradiso. Da ultimo, abbiamo ricevuto, da parte del gruppo “Amici di Costa Paradiso”, una richiesta specifica (che pubblichiamo a parte - link) di impugnare le predette convenzioni presso il TAR.

In verità, su questo tema abbiamo più volte aggiornato i Partecipanti della Comunità, ad esempio nell’assemblea di agosto scorso, segnalando le difficoltà ad ottenere una pronuncia del TAR a causa dei continui rinvii. La firma delle due convenzioni è sicuramente una novità di rilievo ed è perciò importante fornire ai Partecipanti ulteriori ragguagli in merito.

I FATTI:

Ottobre 2018: Il Comune concede il nulla osta a costruire il primo stralcio del progetto di ampliamento dell’impianto fognario sulla domanda presentata dai signori, Mario Mela e Vittorio De Marco, in rappresentanza, rispettivamente, del Gruppo Mela e della S.E.I., proprietari di numerosi immobili a Costa Paradiso.

Dicembre 2018: La Comunità presenta ricorso al TAR, impugnando il predetto nulla osta, che ritiene viziato da vari profili di illegittimità, e chiedendo che vengano rispettate tutte le vigenti normative di legge in materia di Servizio Idrico Integrato.

Luglio 2019: Il Comune, nonostante l’impugnazione del nullaosta presso il TAR, concede un permesso a costruire alle società Servis 2000 S.r.l. e S.E.I S.p.A., su istanza presentata dall’ing. Stefano Barbieri, incaricato dalle due società, per l’attuazione del 1° stralcio del progetto di ampliamento, redatto nel 2011 dall’ing. Attilio Savi.

Sempre a luglio il predetto ing. Barbieri comunica che l’unico soggetto istante rimasto, ai fini del rilascio del permesso di costruire, risulta la società Servis 2000 S.r.l., esclusa quindi la S.E.I. S.p.A.

Settembre 2019: La Comunità impugna il permesso a costruire rilasciato alle due società, chiedendone la sospensione in via cautelare 

Ottobre 2019: a sorpresa, le due società, Servis 2000 S.r.l. e S.E.I. S.p.A., chiedono al Comune che il permesso a costruire, rilasciato ad esse a luglio, sia volturato ad altre due società: la Paradiso Costruzioni S.r.l. e la Carolina D. S.r.l.

Novembre 2019: Vengono firmate due distinte convenzioni tra il Comune e le due predette società Paradiso Costruzioni S.r.l. e Carolina D. S.r.l. 

6 dicembre 2019: gli avvocati della Comunità impugnano gli atti del Comune, con quarti motivi aggiunti al ricorso principale, presentato al TAR nel dicembre 2018, chiedendo l’annullamento dei seguenti atti:

- la voltura del permesso a costruire dell’8 luglio 2019, rilasciato dal Comune di Trinità d’Agultu, sia quella in favore della Paradiso Costruzioni s.r.l., sia quella in favore della Carolina D. s.r.l.;

- lo stesso permesso di costruire dell’8 luglio 2019 rilasciato dal Comune di Trinità d’Agultu, già impugnato con i terzi motivi aggiunti, a seguito della conoscenza di nuovi documenti;

- le due convenzioni urbanistiche stipulate tra il Comune e la Carolina D. S.r.l. e tra il Comune e la Paradiso Costruzioni S.r.l., in data 27 novembre 2019.

I MOTIVI DELL’IMPUGNAZIONE

Gli atti impugnati, oltre a costituire l’illegittima prosecuzione del procedimento che ha portato al rilascio del nullaosta ai due soggetti citati, si caratterizzano essi stessi per vari aspetti di illegittimità. In estrema sintesi:

  1. Manca qualsiasi autorizzazione, da parte della Comunità, titolare del progetto di ampliamento, all’utilizzo del progetto definitivo;

  2. il Comune ha rilasciato il permesso a costruire a due soggetti che non avevano titolo per richiederlo. Infatti, la S.E.I. S.p.A non poteva essere più destinataria del permesso in quanto la stessa aveva trasferito le aree, su cui avrebbe dovuto realizzare l’intervento, alla società Carolina D. S.r.l., già dallo scorso anno. L’istanza della società Servis 2000 S.r.l. era stata presentata in nome e per conto del signor Mario Mela, benché titolare della Servis 2000 S.r.l. risultasse, e risulti ancora, la signora Gianna Mela.

  3. risulta evidente l’assenza di un’adeguata istruttoria per accertare la titolarità dei soggetti destinatari del permesso di costruire, ma anche la loro affidabilità e capacità di realizzare un intervento, che richiede il possesso di una specifica esperienza tecnica e la disponibilità di mezzi e di capitali adeguati. La Paradiso Costruzioni S.r.l. ha un modesto capitale sociale (10.000 €) ed una elevata esposizione debitoria (il bilancio di esercizio, al 31 dicembre 2017, presentava un debito di € 1.030.699,009). Da qui la difficoltà di ottenere una polizza fidejussoria da banche o da società di assicurazioni nazionali di primaria importanza. Ed infatti ha presentato una polizza fidejussoria rilasciata da una società di assicurazione rumena, che non ha sedi in Italia e che rende del tutto incerta la garanzia prestata. La Carolina D. S.r.l. non va meglio: è una scatola vuota, con un modesto capitale sociale, che risulta, allo stato, inattiva.

  4. Infine, il Comune ha accolto anche la richiesta di suddividere il suddetto permesso “in due provvedimenti - Parte A” in capo alla società Paradiso Costruzioni Srl - Parte B” in capo alla società Carolina D. Srl”. Ciò, sebbene, nel permesso a costruire e nella delibera comunale che lo precede, si dia atto che i richiedenti originari erano “riuniti in un unico committente”.

Il quadro brevemente descritto, lungi dal rappresentare una svolta storica, come annunciato dal Sindaco alla stampa locale, rivela, invece, una situazione molto critica, ma anche paradossale: un soggetto privato - la Comunità di Costa Paradiso - che fa ricorsi al TAR per far sì che l’esecuzione e la gestione di opere, destinate ad un pubblico servizio, come gli impianti idrici e fognari, debbano seguire, anche a Costa Paradiso, il percorso stabilito dalla normativa, nazionale e regionale, in materia; per contro, un soggetto pubblico - il Comune di Trinità - che si adopera con ogni mezzo, per affidare a soggetti privati l‘ampliamento dell’impianto fognario di Costa Paradiso, mostrandosi più attento e disponibile a soluzioni di carattere privatistico piuttosto che a soluzioni che garantiscano il soddisfacimento dell’interesse collettivo. Ed infatti non casualmente questi servizi sono regolati da leggi che affidano il controllo all’Ente di Governo Ottimale che sovrintende il Servizio Idrico Integrato, trattandosi di opere che hanno un notevole impatto sull’ambiente e la sanità pubblica.

Per questo insieme di motivi, la Comunità è stata costretta ad impugnare, uno per uno, tutti gli atti del Comune. L’ultimo atto di impugnazione in ordine di tempo, che riassume in modo emblematico l’azione non proprio lineare del Comune, è stato depositato, come si è accennato, venerdì 6 dicembre 2019. Sarà perciò il TAR a decidere (l’udienza è fissata al 21 aprile 2020) di che natura è la svolta storica.......

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

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