Perché pagare senza garanzie? Commento ad una lettera ingannevole

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Perché pagare senza garanzie? Commento ad una lettera ingannevole

La lettera,( link) che pubblichiamo, sta arrivando in questi giorni a molti partecipanti che ci chiedono chiarimenti su due aspetti in particolare: 1) chi è questo fantomatico gruppo Mela/Gravina che chiede di effettuare i versamenti sul conto corrente di Paradiso Costruzioni srl? 2) Da chi hanno avuto il nostro indirizzo e i dettagli delle nostre proprietà, in violazione della privacy? La lettera è stata già oggetto di vari commenti nell’incontro pubblico tra CdA e proprietari dello scorso venerdi 7 agosto e non possiamo non intervenire per smentire molte inesattezze e insinuazioni in essa contenute.

  1. La lettera richiama un documento del Comune di Trinità datato 16/10/2018, ma dimentica di riportare quanto viene sottolineato in quello stesso documento come condizione tassativa per l'eventuale apertura del cantiere: a) i lavori dovranno essere effettuati su aree pubbliche; b) le aree private potranno essere occupate solo previo accordo sottoscritto dai singoli proprietari; c) il progetto può essere utilizzato solo con il consenso della Comunità, legittima e sola proprietaria; d) i lavori devono essere preceduti dalla presentazione di un progetto esecutivo approvato dal Comune. Nulla di tutto ciò è stato eseguito e nulla di tutto ciò compare nei documenti ottenuti nel corso dell'accesso agli atti presso gli uffici del Comune di Trinità.

  2.   La lettera afferma che il permesso di costruire è stato ottenuto (per la precisione i permessi a costruire sono due,  rilasciati, dopo volture, rispettivamente a Paradiso Costruzioni srl ed a Carolina srl e non a questo fantomatico gruppo Mela/Gravina) per costruire la rete fognaria che servirebbe le proprietà dei richiedenti e quindi a spese del gruppo Mela/Gravina, con l’obbligo di permettere altri allacci. Ma appena aperto il cantiere, chiuso dopo soli tre giorni, il gruppo Mela/Gravina chiede soldi per gli allacci con anticipi immediati sottoposti ad interessi bancari che decorrono dal 6 luglio, giorno di apertura del cantiere subito chiuso. Ma non dovrebbero fare tutto a loro spese?

  3. La lettera minaccia i destinatari delle sanzioni previste per chi non è collegato alla fognatura. Ma con che diritto? Sono loro l'autorità pubblica? Sappiano comunque che tutte le case che usano le fosse Imhoff hanno un regolare permesso di costruzione rilasciato dal Comune, perché al tempo non c’era la fognatura e il problema degli scarichi è un tema pubblico, regolato da precise e specifiche leggi e non da comunicazioni minacciose .

  4. La lettera accusa l’attuale CdA di opporsi al completamento degli impianti fognari di Costa Paradiso e di contrastare con ricorsi al TAR i loro progetti. Rispediamo al mittente queste affermazioni  calunniose perché la verità è che questo CdA, per primo, in tutte le sedi pubbliche,  ha dichiarato la ferma volontà di dotare Costa Paradiso di questo indispensabile servizio qual'é la fognatura, ma solo ottemperando a quanto previsto  dalle normative di legge per impianti pubblici di tale importanza per l’ambiente e per la sanità pubblica. A conferma di ciò vale quanto ufficialmente dichiarato nei verbali delle sedute del CdA, nelle assemblee dei proprietari e nelle comunicazioni indirizzate alle istituzioni pubbliche. Prima tra tutte l’ultima proposta scritta rivolta agli enti preposti di portare in assemblea per l'approvazione l’impegno di costruire l'ampliamento del depuratore con una spesa di circa 3,5 milioni di euro secondo quanto previsto nel capitolato del progetto definitivo dell’ing. Savi. L’impegno è stato presentato anche a seguito di una comunicazione ricevuta dall’ing. Cassitta (consulente incaricato dal Comune per questi aspetti) di un accordo raggiunto con Abbanoa, che avrebbe poi provveduto al completamento della rete. Lo stesso ing. Cassitta confermava anche l’esistenza di una delibera di Egas che includeva Costa Paradiso nel perimetro idrico ottimale, delibera della quale abbiamo più volte chiesto copia che ad oggi non abbiamo ancora ricevuto.

  5. La lettera richiede, a coloro che incautamente decidessero di aderire, di pagare per l’allaccio 20 €/mc più IVA salvo conguaglio dipendente da varianti in corso d'opera o da specifiche richieste di Abbanoa. A chiarimento per tutti è bene sapere che Abbanoa applica delle tariffe di allaccio (approvate da Egas, ente pubblico deputato) che non dipendono dalla volumetria degli immobili e che sono estremamente più basse dell'importo richiesto nella lettera. Ma perché 20 €/mc?  Il fantomatico gruppo Mela/Gravina motiva questo importo ricavandolo dal verbale della già contestata assemblea del maggio 2011 in cui solo 21 votanti erano presenti e tutti insieme rappresentavano solo 2.900 decimillesimi (poco più di un quarto della proprietà) dei quali il sig. Mario Mela ( a quel tempo moroso e percio’ a norma di regolamento senza diritto di voto.......) da solo deteneva più di 1.500 decimillesimi, cioé più della maggioranza necessaria per l'approvazione. In pratica in quell'occasione il sig. Mela decise da solo quanto oggi chiede che gli si paghi per l'allaccio. Sarà il caso di riaffermare  che questa assemblea aveva e ha tutt'ora le caratteristiche per essere dichiarata nulla .

Alla lettera è allegato un “Accordo di adesione”, con proponente non più il fantomatico “Gruppo Mela/Gravina” ma la società Paradiso Costruzioni srl, la quale fissa come data di riferimento per ogni obbligo finanziario in capo ai sottoscrittori la data del 6 luglio. Infatti sia l'acconto che i successivi ratei indicano quella data per l' inizio del calcolo degli interessi.  ma omettono di indicare i propri impegni contrattuali, quali le garanzie a fronte dei pagamenti ricevuti, il cronoprogramma dei lavori e la probabile data di allaccio per ogni singolo lotto. Infine si cita la “fine lavori” senza specificare a che cosa si riferisce: al completamento della posa delle condotte o all'inizio della funzionalità dello scarico di ogni singolo allaccio con l'eliminazione della fossa Imhoff? Di fatto viene chiesto un pagamento anticipato, gravato di interessi non quantificati e per un tempo non definito, con un costo al metro cubo arbitrario e soggetto a variazioni, senza garanzie sugli importi versati.

Insomma un tentativo maldestro di confondere le acque (sic!) e di ottenere in modo più che discutibile finanziamenti dai proprietari.

Il prossimo 28 ottobre  è prevista la tanto attesa  sentenza del TAR che sancirà a chi spetta l'onere di completamento delle opere di urbanizzazione. Qualora la sentenza dichiarasse noi proprietari come aventi causa per il completamento, prenderemo  tutte le iniziative per affidare i lavori ad imprese qualificate con regolare gara di appalto, in accordo con gli enti pubblici preposti per i controlli ed i collaudi del caso.

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

Costa Paradiso, 9 agosto 2020

                                                        

1 Comment

  1. Matteo Anastasio ha detto:

    Ho origini calabresi e pensavo di aver sperimentato tutto il brutto dell’Italia laggiù. Evidentemente mi sbagliavo: c’è di peggio.

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