L’ esito  prevedibile  del fantasioso ricorso del signor Mario Mela contro il C.d.A. della Comunità.

Sentenza Tribunale Tempio P. del 26 aprile 2021
25 maggio 2021
Udienza del 27 MAGGIO  2021 presso il TAR della Sardegna riguardo ai ricorsi contro il Comune di Trinità d’Agultu, presentati, nel 2012, dall’associazione A.T.C.P. e, nel 2018, dalla Comunità per l’accertamento dell’obbligo/dovere dello stesso Comune di prendersi in carico le opere di urbanizzazione di Costa Paradiso.   
31 maggio 2021

L’ esito  prevedibile  del fantasioso ricorso del signor Mario Mela contro il C.d.A. della Comunità.

  

Il 26 aprile 2021, il Tribunale Civile di Tempio Pausania ha dichiarato inammissibile il ricorso, presentato dal sig. Mario Mela, per ottenere, per via giudiziaria, l’esecuzione da parte del C.d.A. della Comunità, dell’ampliamento delle infrastrutture depurative e della rete fognaria esistente (link), come deliberato dall’assemblea straordinaria della Comunità il 28 maggio 2011.

L’azione di Mela faceva seguito a quella analoga, presentata dal Comune di Trinità due anni fa, al fine di commissariare la Comunità ed obbligarla a realizzare l’ampliamento.Il Tribunale di Tempio, che già aveva  giudicato inammissibile il ricorso del Comune di Trinità, condannandolo al pagamento di 3.000,00 di spese processuali, ha fatto il bis, respingendo il ricorso di Mario Mela e condannandolo:

- alla refusione delle spese di lite sostenute dalla Comunità, liquidate in Euro 3000,00, oltre accessori come per legge; 

- al pagamento in favore della Comunità, a titolo di indennizzo, della somma di Euro 6000,00. 

L’obiettivo del ricorso di Mela, al pari di quello del Comune, era  di ottenere la sostituzione del C.d.A, che, non dando seguito al pronunciamento dell’assemblea del maggio 2011 relativo al completamento della fognatura con spese a carico dei partecipanti, avrebbe causato gravi danni economici alla sua impresa ( sic!) .

Ricordiamo  le modalità in cui si è svolta assemblea del 2011:
- 21 partecipanti, di cui 17 morosi;
- deleghe per 2950 decimillesimi, delle quali più del 50% in mano a Mario Mela, che, essendo moroso, non aveva titolo per poter partecipare e che invece, da solo, ha potuto condizionare il risultato dell’assemblea. 

Di fatto, un’ assemblea sostanzialmente NULLA. Su queste basi, e cioè attraverso una delibera presa da una minoranza del 30% degli aventi diritto al voto, e da una maggioranza di votanti costituita da morosi senza diritto di voto, si è preteso e si pretende ancora di imporre ai proprietari di Costa Paradiso una spesa di circa 10 milioni di euro per un’opera di carattere esclusivamente pubblico !!
 Su questo, senza entrare nel merito a chi spetti l’onere del completamento delle opere fognarie, ci auguriamo che sia il TAR a pronunciarsi nella prossima udienza fissata per il 25  p.v.

L’accanimento profuso dal Comune e da Mario Mela, nel tentare di ostacolare, in tutti i modi,  questo C.d.A., liberamente eletto dalla stragrande maggioranza dei proprietari con il doppio consenso di decimillesimi e di teste votanti (è la prima volta che ciò è avvenuto  a Costa Paradiso) e la richiesta di dimissioni, anche per via giudiziaria, che motivazione hanno?   Evidentemente l’ insofferenza di chi, abituato a considerare Costa Paradiso come cosa propria all’interno di una gestione opaca e consociativa ,  mal  sopporta  un’ amministrazione che si è posta l’obiettivo di mettere fine,, in totale trasparenza, a tutto questo, riportando in primo piano gli interessi della stragrande maggioranza dei proprietari.

Sarà necessario che il Comune e certi "portatori di interessi "particolari  prendano atto della fine di una lunga stagione di gestione consociativa, e accettino il fatto  che la Comunità di Costa Paradiso non è stata costituita per occuparsi di beni e strutture pubbliche (strade, acquedotto, fognatura) a supporto e in funzione della speculazione edilizia, bensì per amministrare i beni di proprietà comune, preservando le bellezze dell’ambiente, patrimonio naturale di tutti, che dà valore alla proprietà esclusiva.
Speriamo che questa seconda sentenza favorevole al C.d.A. della Comunità contribuisca a chiarire la diversità di ruoli, di competenze, di responsabilità tra Comune, ente pubblico territoriale, e Comunità, ente assolutamente privato, così da poter realizzare una leale collaborazione nell’interesse di tutti.

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

Costa Paradiso 25 maggio 2021

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