Sentenza T.A.R. 26-6-2021
2 luglio 2021
Saldi Partecipanti al 15 giugno 2021
8 luglio 2021

Vergogna!! Il Tar rinvia ancora

Leggere le motivazioni dell'ultimo rinvio da parte del TAR di Cagliari  della decisione relativa al ricorso della Comunità  contro il Comune di Trinità (link) , (ci avviciniamo al 10° anno dalla presentazione del ricorso da parte di Atcp!!) fa dubitare della visione di un Tribunale preoccupato ancora  una volta della forma, dimenticando la sostanza. Non solo è una vergogna ma è un deprimente segno di inadeguatezza delle istituzioni  . Costa Paradiso rischia danni irreversibili e il TAR si preoccupa delle virgole ...... per la decima volta!

E’ evidente che c’é chi mette in pratica tutti i sotterfugi per impedire al TAR di emettere la sentenza: ma quali interessi può avere un amministrazione pubblica per frenare il regolare percorso della legge e ritardare l’acquisizione dei cespiti ( strade, acquedotto, fognatura) dopo essere stata sollecitata da Egas e aver pubblicato ufficialmente un anno fa il suo impegno a completare questi adempimenti? Lasciamo a voi l’ardua risposta….Non commentiamo invece l’intervento del sig. Mela perché un partecipante moroso per centinaia di migliaia di euro è un nemico degli interessi di Costa Paradiso e certamente non può essere considerato parte di una  ‘Comunità’……..

 

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

Costa Paradiso  2 luglio 2021

 

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2 Comments

  1. Diana Lanciotti ha detto:

    Insomma, alla fine il giudice del TAR riconosce un’incapacità della controparte (analfabetismo?) a capire i contenuti del verbale, se le concede 8 mesi di tempo per… leggerlo.
    Scherzi a parte, siamo alla farsa, una farsa tragica: in Italia esiste un tribunale che in 10 anni non è ancora arrivato a uno straccio di decisione su una questione che concerne la sicurezza e la sanità e riguarda un territorio tanto grande e circa 2000 proprietari, tenendoli sotto scacco. Intanto, infatti, siamo costretti nostro malgrado a vivere nell’illegalità, non potendoci allacciare a una fognatura che non c’è.
    La beffa è che la controparte rimesta nel torbido diffondendo ad arte menzogne sul fatto che noi proprietari non vogliamo la fognatura, facendo scempio del territorio senza che nessuno intervenga, mentre gli enti e le autorità preposte giocano a scaricabarile inventandosi consigli bislacchi, tipo: “Io ogni volta che mi viene posta la questione consiglio la fossa stagna”… come se non sapessero che la fossa stagna non è ammessa in questi casi dalla legge, e che se i 1300 proprietari impossibilitati loro malgrado (a causa dell’inerzia degli enti e ai tempi biblici della “giustizia”) ad allacciarsi alla fognatura piazzassero 1300 fosse stagne, per diversi mesi l’anno avremmo ogni giorno decine di camion spurgo che girano e diffondono puzza e batteri nel territorio.
    A causa di questo non decidere del TAR e dei giochini poco puliti (per restare in tema) degli enti, noi proprietari siamo i primi a pagare le conseguenze di una situazione paradossale, che non ha eguali nel resto d’Italia.
    Nel mio caso specifico, sono stata denunciata per scarico abusivo da un signore che è nelle nostre stesse condizioni e che, anzi, affitta le sue case da lui stesso costruite e non allacciate alla fognatura. E come me potranno essere denunciati 1300 proprietari, a loro volta impossibilitati ad allacciarsi a una fognatura che non c’è. Lui per primo, che (emulo di Tafazzi?) denunciandomi si è autodenunciato.
    Da anni si diceva che era ora di arrivare a una conclusione e che bastava che arrivasse un cretino qualsiasi a fare una denuncia perché chiudessero Costa Paradiso. Ora, non è arrivato il cretino, no: è arrivato quello che si crede più furbo degli altri, e con la sua denuncia a scopo chiaramente ritorsivo e intimidatorio (come verrà provato in sede processuale) nei miei riguardi, ha scoperchiato il pentolone. Ovviamente la cosa non si fermerà più entro i confini di Costa Paradiso, come abbiamo cercato finora di fare per tutelarne l’immagine. Ora ha gambe e braccia e sta attraversando il mare per arrivare a chi, finalmente, potrà mettere mano in questo letamaio.

    Diana Lanciotti

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