Perché Costa Paradiso è un bene comune

Alcuni luoghi appartengono esclusivamente ai loro proprietari. Altri, pur nella proprietà privata, assumono un valore che riguarda un intero territorio. Costa Paradiso è uno di questi.

Quando si parla di Costa Paradiso, il pensiero corre immediatamente al mare, alle rocce scolpite dal vento, ai tramonti, alle architetture che sembrano nascere dalla pietra e ai profumi della macchia mediterranea. È naturale che sia così. Sono immagini che appartengono alla memoria di chi vi abita, di chi vi trascorre le vacanze e di chi, anche solo una volta, ha avuto la fortuna di conoscerla.

Ma fermarsi a questa immagine significherebbe raccontarne soltanto una parte.

Costa Paradiso è certamente un luogo di straordinaria bellezza, ma è anche una realtà molto più complessa. È una comunità costruita in oltre mezzo secolo di storia, nata dall'intuizione di Pierino Tizzoni che, nei primi anni Sessanta, immaginò un insediamento capace di dialogare con il paesaggio invece di imporsi su di esso. Quell'intuizione trovò nell'architetto Alberto Ponis uno degli interpreti più sensibili: le sue opere, progettate in armonia con il granito e con la macchia mediterranea, hanno contribuito a costruire un'identità architettonica oggi riconosciuta anche in ambito internazionale.

Questo valore non è riconosciuto soltanto da chi vive a Costa Paradiso. Le opere di Alberto Ponis sono oggetto di studi e pubblicazioni internazionali, mentre la Cupola progettata da Dante Bini per Michelangelo Antonioni e Monica Vitti, costituisce una delle più significative opere dell'architettura sperimentale italiana del Novecento ed è oggi tutelata dal Ministero della Cultura.

Nel corso degli anni questa visione ha attratto migliaia di persone provenienti da esperienze, professioni e culture differenti. Ognuno ha trovato qui qualcosa di diverso: una casa, un rifugio, un investimento, un luogo dove crescere i propri figli o semplicemente uno spazio nel quale ritrovare un rapporto autentico con la natura.

È proprio questa pluralità di storie che ha trasformato Costa Paradiso in una comunità.

Ma esiste un altro aspetto che troppo spesso rimane sullo sfondo e che merita maggiore attenzione. Costa Paradiso non rappresenta soltanto un valore per i suoi proprietari: costituisce anche una risorsa fondamentale per il territorio che la ospita.

Ogni casa costruita, ogni giardino curato, ogni intervento di manutenzione, ogni attività commerciale e ogni servizio richiesto generano lavoro, competenze e opportunità economiche che coinvolgono un numero molto elevato di persone. Muratori, artigiani, elettricisti, idraulici, giardinieri, imprese edili, professionisti, operatori turistici, ristoratori, commercianti e numerose altre attività trovano qui una parte significativa del proprio lavoro.

La vita della Comunità non produce effetti soltanto all'interno della lottizzazione. Si riflette quotidianamente sull'economia del Comune di Trinità d'Agultu e dell'intero territorio circostante, contribuendo alla vitalità di un tessuto produttivo che da decenni cresce insieme a Costa Paradiso.

Per questo motivo, quando si parla del futuro di Costa Paradiso, non si discute esclusivamente del destino di un complesso residenziale, Si parla anche del futuro di un territorio, del lavoro di molte famiglie, dell'attrattività turistica dell'intera area e della capacità di conservare un patrimonio paesaggistico e architettonico che rappresenta un valore riconosciuto ben oltre i suoi confini.

Esiste poi una ricchezza ancora meno visibile: quella costituita dalle persone.

In oltre cinquant'anni di storia, Costa Paradiso è stata abitata e frequentata da migliaia di uomini e donne che hanno contribuito, ciascuno a proprio modo, alla crescita della Comunità. Alcuni hanno partecipato alla sua nascita. Altri hanno ricoperto responsabilità amministrative. Altri ancora hanno animato associazioni, promosso iniziative culturali, difeso idee diverse, espresso critiche, avanzato proposte o semplicemente dedicato tempo e passione a questo luogo.

Tutte queste esperienze, anche quando sono state differenti o perfino contrapposte, costituiscono oggi una parte della storia di Costa Paradiso.

Ed è proprio questa storia che merita di essere custodita.

Per troppo tempo abbiamo pensato che il valore di Costa Paradiso fosse rappresentato soltanto dalle sue case, dalle sue strade o dal suo mare.

Oggi sappiamo che non è così.

La sua ricchezza più importante è costituita dalle relazioni costruite nel tempo, dalle competenze cresciute intorno alla Comunità, dalla memoria delle persone che l'hanno vissuta e dalla responsabilità collettiva di consegnare tutto questo a chi verrà dopo di noi.

Per questa ragione parlare di bene comune non significa utilizzare una formula retorica. Significa riconoscere che esistono beni che nessuno può custodire da solo: il paesaggio, l'ambiente, la reputazione di Costa Paradiso, la sua storia, la fiducia reciproca e il lavoro che questo territorio genera.

Se Costa Paradiso è un bene comune, allora ciascuno di noi ne è custode: non soltanto chi ricopre responsabilità amministrative, ma ogni proprietario, ogni residente, ogni persona che qui lavora o trascorre parte della propria vita.

Una casa può essere acquistata. Un terreno può essere venduto. Un'opera può essere costruita. Una comunità, invece, può esistere soltanto se le persone continuano a riconoscere di condividere qualcosa che vale più dei rispettivi interessi individuali.

Per questo Costa Paradiso non è soltanto il luogo nel quale abbiamo scelto di vivere, trascorrere le vacanze o investire. È un bene comune: un patrimonio che abbiamo ricevuto dalle generazioni che ci hanno preceduto e che abbiamo il dovere di consegnare, possibilmente migliore, a quelle che verranno.

È questa consapevolezza che dovrebbe accompagnare ogni decisione, ogni confronto e ogni progetto che riguarda il futuro della Comunità, perché amministrare Costa Paradiso significa certamente gestire servizi, infrastrutture e opere, ma significa soprattutto custodire un patrimonio collettivo che va ben oltre il valore economico delle singole proprietà.

È questa consapevolezza che rende naturale, prima ancora che necessario, prendersene cura.