LA POSIZIONE DEL CDA SUL RINVIO DELL’UDIENZA DEL TAR DEL 24 APRILE

Negozi aperti a Costa oggi
4 maggio 2018
Il CDA incarica l’avv. Occhiena per le trattative con Comune ed EGAS
14 maggio 2018

LA POSIZIONE DEL CDA SUL RINVIO DELL’UDIENZA DEL TAR DEL 24 APRILE

Da oltre un mese si sta sviluppando un dibattito sulla posizione del Consiglio di Amministrazione sul tema ricorso al TAR di ATCP. In questo articolo vogliamo chiarire una volta per tutte la posizione tenuta dal CDA in questa situazione e le sue motivazioni.

Il rinvio dell’udienza del 24 aprile u.s., nel ricorso al TAR nr. 1039/2012, presentato da ATCP ed altri 40 proprietari nei confronti del Comune di Trinità d’Agultu alla fine del 2012, ha creato disappunto, non solo tra i ricorrenti ma anche tra tutti coloro che aspettavano la sentenza del TAR, come soluzione dei problemi principali di Costa Paradiso. Il ricorso al TAR era ormai considerato da molti come l’unica risorsa, cui aggrapparsi, per definire l’ambito delle competenze tra Comune e Comunità nella gestione delle opere di urbanizzazione, nonché per risolvere la questione del servizio idrico integrato e quella dell’ampliamento della fognatura. In questo clima di grande aspettativa sul provvedimento del TAR non sono mancate le iniziative discutibili come quella di far pervenire al prof. Occhiena, il legale che ha curato il ricorso, una lettera-petizione da parte di numerosi proprietari, in massima parte non firmatari del ricorso, con l’invito a non accogliere la richiesta di rinvio formulata nella memoria di replica, depositata il 3 aprile scorso dall’avv. Ballero, legale del Comune. Quest’ultimo ha motivato la richiesta di rinvio affermando che erano in corso delle trattative tra Comune di Trinità, EGAS e Abbanoa per risolvere definitivamente il problema della gestione del servizio idrico integrato e dell’ampliamento della fognatura di Costa Paradiso.
Il Presidente della II Sezione del TAR ha accolto l’istanza con l’auspicio che il rinvio serva davvero per trovare una soluzione concordata tra i diversi soggetti pubblici interessati. In questa prospettiva, egli ha ritenuto che la trattativa tra i ricorrenti e la Comunità, da una parte, e il Comune, EGAS e Abbanoa, dall’altra, sia un'importante, ma ultima possibilità, per trovare una soluzione globale. A tal fine ha concesso il rinvio, fissando la prossima udienza al 19 dicembre 2018. A sua volta, il difensore del Comune ha assicurato l’impegno e la volontà dell’Amministrazione comunale di risolvere la questione una volta per tutte.

La decisione ha suscitato non poche reazioni contrarie, comprensibili dopo più di cinque anni di attesa. Non sono mancate le illazioni, anche maliziose, sull’atteggiamento tenuto dal legale in sede di udienza, che, tuttavia, sono del tutto infondate. Il prof. Occhiena, oltre ad essere un valente avvocato, è serio e coscienzioso: sulla sua deontologia professionale non ci sono ombre di alcun genere e nessuno può avanzare dei sospetti sulla sua condotta processuale. Lo scorso anno si è opposto decisamente alla integrazione del contraddittorio con tutti i proprietari di C.P., chiesta sempre dall’avv. Ballero, e nonostante ciò il presidente della II° Sezione del TAR ha deciso per il rinvio. Nell’udienza dell’aprile scorso, il prof. Occhiena non ha aderito, secondo le indicazioni ricevute, alla richiesta di rinvio ed ha doverosamente rappresentato allo stesso presidente l’urgenza di arrivare ad una decisione, evitando tuttavia di fare le barricate. Aveva, infatti, percepito che il collegio giudicante era orientato a provare “il tutto per tutto” e quindi a concedere un periodo di tempo volto alla soluzione stragiudiziale della complessa vicenda.
Stando così le cose, abbiamo cercato di capire se questo rinvio, peraltro breve, sia una ulteriore perdita di tempo, oppure possa rappresentare, effettivamente, un’occasione per risolvere i problemi di Costa Paradiso, secondo l’auspicio espresso in udienza dal presidente della II° Sezione del TAR.
In effetti, la trattativa può essere avviata subito, direttamente col Comune per la rete viaria, mentre per la cessione della gestione della rete idrica e dell’impianto fognario e di depurazione esistente, nonché per l’ampliamento di quest’ultimo ed il rifacimento della rete idrica, il tavolo di trattativa dei ricorrenti e della Comunità, (che ha deciso di cambiare la posizione neutra, mantenuta finora, per schierarsi a fianco dei ricorrenti), dovrà essere attivato con EGAS e Abbanoa; enti, che, nel ricorso pendente, non sono parti in causa in quanto la normativa sul servizio idrico integrato è successiva alla data in cui il ricorso è stato proposto. Il Comune avrà, comunque, tutto l’interesse a che EGAS e Abbanoa acquisiscano l’impianto idrico e quello fognario di Costa Paradiso al più presto, magari, se fosse possibile, anche in deroga. Sotto questo aspetto, la posizione del Comune finisce, di fatto, per non essere più antagonistica, ma, più verosimilmente, a sostegno delle ragioni dei ricorrenti e della Comunità.
Non vi è dubbio che questo scenario si configuri, in teoria, decisamente migliore, sul piano delle prospettive possibili, rispetto a quello rappresentato dalla contrapposizione giudiziaria fra la Comunità da una parte e Comune, EGAS e Abbanoa, dall’altra.
La Comunità, in rappresentanza di tutti i proprietari, ricorrenti compresi, opportunamente assistita dai suoi legali, siederà al tavolo di trattativa con l’obiettivo di individuare una soluzione condivisa circa:
La presa in carico immediata delle opere di urbanizzazione da parte del Comune di Trinità;
La cessione del servizio idrico integrato al gestore istituzionale Abbanoa, stante l’illegittimità della gestione del servizio in capo alla Comunità. La trattativa punterà a far sì che il passaggio avvenga anche in deroga (cioè senza eccezioni sulla eventuale non conformità agli standard delle opere).
L’avvio dell’ampliamento dell’impianto fognario e di depurazione attuale, con l’attuazione graduale del progetto già approvato. La Comunità tratterà decisamente affinché le procedure di gara siano curate da Abbanoa, che potrà utilizzare, per l’avvio, il finanziamento di 3 milioni, destinati a Costa Paradiso, che sarebbero nella disponibilità di EGAS. La stessa Abbanoa stabilirà gli oneri di allaccio a carico dei Partecipanti, in base alle tariffe già stabilite per la Sardegna.   
Con la trattativa, che sarà avviata nel corrente mese di maggio, gli esiti dovrebbero concretizzarsi entro settembre/ottobre 2018, non oltre. Se saranno soddisfacenti, rispetto agli obiettivi sopra indicati, il rinvio sarà stato una buona cosa, facendo addirittura guadagnare del tempo; se, invece, la trattativa si dovesse risolvere in un nulla di fatto, è evidente che il 19 dicembre ci sarà inevitabilmente la sentenza, senza alcuna possibilità di rinvio, ma, purtroppo, con la prospettiva di non avere una soluzione immediata dei problemi della Comunità, con buona pace delle illazioni, dei sospetti e delle parole in libertà che sono circolati dopo il rinvio dell’udienza.
Il Consiglio di Amministrazione
Maggio 2018

3 Comments

  1. FRANCESCO BELLESIA ha detto:

    Spett.le CdA,
    nei giorni scorsi sono venuto in Costa Paradiso e, vedendo tutte le strade libere e senza alcuna regolamentazione dei parcheggi, ho pensato che quando esse saranno state acquisite dal Comune, finalmente tutto il Territorio sarà regolamentato per i posteggi: tante belle righe blu per posteggi a pagamento dalla sbarra fino al mare strade laterali comprese, accompagnate da divieti di sosta al di fuori di esse. Tutto ben ordinato con Vigili che passeggiano avanti ed indietro per multare chi non paga o resta per un minuto in più.
    Questo però sarebbe un incubo. Se il nostro Comune decidesse di fare parcheggi a pagamento secondo Voi li metterebbe ad Isola Rossa o a Costa Paradiso ? Se decidesse di realizzare l’illuminazione delle strade, lo farebbe ad Isola Rossa o a Costa Paradiso ? se decidesse di multare per divieto di sosta dove sarebbero mandati i Vigili Urbani: ad Isola Rossa o a Costa Paradiso ? E potrei proseguire per la manutenzione stradale e così via. Questo per dire che, a mio sommesso parere, la cessione della rete viaria dovrebbe essere attentamente valutata, soppesando i pro ed i contro di essa. Non entro sulla efficacia ed ultraattività della Convenzione di lottizzazione che come si è visto in questi anni, è un elastico che una volta si tira da una parte e la volta dopo dall’altra. Credo che, invece, potrebbe rientrare nelle trattative. Per concludere mi parrebbe che mantenere la proprietà delle strade ed il loro uso privatistico, consentendo comunque l’accesso al mare ed alle attività commerciali al pubblico sia pure in modo regolamentato, possa essere una importante opportunità per Costa Paradiso per valorizzare le nostre proprietà e per favorire un accesso ecosostenibile al Territorio che per sua natura dovrebbe volgersi al turismo più sensibile ai temi ecologici e naturalistici.
    Cordiali saluti.

  2. Maurizio Rossi ha detto:

    Visto i risultati avuti in altri incontri o richieste d’incontro con il Comune – di cui alcune disattese – nutro forti perplessità sul raggiungimento di possibili accordi.
    Il Comune ha da sempre sostenuto che non ha mezzi nè risorse per prendere in carico ciò che da anni avrebbe dovuto prendersi in carico.
    Oltre ai problemi primari delle reti idrica e fognaria rimangono in effetti numerosi punti scoperti e non riconducibili alla sola rete viaria e cito ad esempio: la manutenzione, l’illuminazione pubblica, i parcheggi, il verde, i sentieri, ecc…….
    Nulla da eccepire inotre sulla professionalità dell’Avv. Occhiena anche Prof. Straordinario all’Università di Sassari , però lo stesso in un suo commento precedente alla sentenza aveva accennato che un rinvio del ricorso sarebbe da intendersi come una significativa vittoria per i ricorrenti, dal momento che scopo del ricorso era essenzialmente quello di “sbloccare” una situazione che per lunghi anni è stata ferma.
    Se un legale parte già con l’idea che la sospensione della sentenza non è un male (ricordo che il ricorso dell’ATCP era già stato oggetto di un rinvio e pertanto le cose avrebbero dovuto “sbloccarsi” già da tempo), significa che non ha la forza o sostegno sufficienti per approdare a una sentenza definitiva come invece avvenuto in altre circostanze (vedasi ad esempio Baia Sardinia).
    Rimago quindi quindi molto perplesso.

  3. Melina Bianchini ha detto:

    Sono passati già quindici giorni e cioè un sedicesimo del tempo che ci separa dalla prossima udienza del TAR, quando è stato fissato il primo incontro del cosiddetto tavolo di trattativa?

Lascia un commento