Baja Sardinia, un consorzio con i nostri problemi: pubblicata la sentenza del TAR

Incontro del CDR e CDA dell’8 aprile 2018
16 aprile 2018
Apertura programmata degli esercizi commerciali di Costa Paradiso
16 aprile 2018

Baja Sardinia, un consorzio con i nostri problemi: pubblicata la sentenza del TAR

La storia, apparentemente unica, della convenzione di Costa Paradiso con i suoi problemi di completamento, ampliamento e  cessione al Comune delle opere di urbanizzazione, si è svolta in realtà in modo molto simile in "mondi paralleli" non molto lontani da noi.

Quella che pubblichiamo oggi è la più recente di queste storie (sentenza del 27 marzo 2018) ed anche la più simile alla nostra. Una sentenza sorprendentemente lineare e semplice a fronte di una materia complessa e di una situazione "ingarbugliata". Vi ritroviamo la convenzione scaduta da lustri senza che vi sia stata acquisizione dei cespiti, la mancanza di una fideiussione, opere senza collaudo ma collaudate "dal tempo e dall'uso" insomma tutto quanto "allieta" le nostre estati da tanti anni!

La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione del TAR di Cagliari, la stessa che il 24 aprile dovrà esprimersi sulle vicende, tanto simili, di Costa Paradiso.
Di seguito la sentenza:

Sentenza Baja Sardinia (TAR)

1 Comment

  1. Buongiorno.
    Faccio presente che la vicenda inerente questa sentenza assomiglia alla nostra , ma non è la nostra. Non si possono leggere queste cose senza conoscere a fondo la materia urbanistica.

    A leggere bene la sentenza, si evince quanto da me sempre sostenuto, e cioè quanto segue:
    1) tutti gli oneri inerenti l’urbanizzazione spettano al soggetto che ha sottoscritto la Convenzione urbanistica, cioè la coop Costa Paradiso, attualmente liquidata (a quanto ne sappiamo), o i suoi aventi causa. Gli acquirenti dei lotti (noi proprietari) non sono da intendersi come aventi causa.
    2) In base alla Legge urbanistica (1942), è il Comune che ha l’onere di acquisire le opere, di collaudarle , ed eventualmente completarle se necessario; per far questo debe escutere la fideiussione, o rivalersi sui soci della coop lottizzante, non sui proprietari dei lotti. La fideiussione è un obbligo di Legge, e il non averla richiesta o non averla escussa, oltre a configurare un danno erariale al Comune stesso da parte degli amministratori, non è comunque un problema nostro.

    Non c’è quindi nessuna novità: il comune ha completamente torto, e dovrebbe anche rifonderci tutti i danni provocati alla nostra Comunità per manutenzioni improprie. E detto tra parentesi, non puo farci pagare a noi i Collaudi (come sta facendo) perché competono a lui.

    Il Comune di trinità ha un solo vantaggio, cioè avere a che fare con una comunità di soggetti abbastanza distratti, molto sbraitanti ma abbastanza inconcludenti. Visti poi i giudizi che ho sentito in seno al nostro Cda, mi pare, a questo punto, di dover dire che i legali a cui ci siamo rivolti della materia ne capiscano veramente poco.

    Se non verranno alla luce fatti nuovi, le cose stanno così, per cui la sentenza del tar pendente darà ragione ad atcp e quindi a noi tutti.

    Saluti

Lascia un commento