IL SEQUESTRO DELL’AREA DEGLI SFALCI

Chiarimento sulle conseguenze a seguito delle denunce di questi giorni
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IL SEQUESTRO DELL’AREA DEGLI SFALCI

 

La Comunità da molti anni aveva messo  gratuitamente  a disposizione del Comune di Trinità (e di conseguenza, negli ultimi due anni di Ambiente Italia) un’area di deposito  sfalci e potature, che ne permetteva una raccolta semplificata sia per i proprietari e  giardinieri che per Ambiente Italia, a condizione che questa ne effettuasse regolarmente lo smaltimento. Purtroppo quest’anno (ma la cosa era già accaduta in passato) questo non è avvenuto: La Comunità ha insistentemente sollecitato telefonicamente e per iscritto sia il Comune ( anche direttamente nella persona del Sindaco ), che i vari responsabili di  Ambiente Italia  al rispetto dei tempi del ritiro degli sfalci e delle potature. 

Il contratto in essere tra il Comune e Ambiente Italia prevede infatti specificatamente  le condizioni del servizio asporto di sfalci  nel territorio di Costa Paradiso, con prelievi sistematici, specie nella stagione estiva.

 I solleciti e le diffide  sono stati completamente disattesi,  con il conseguente accumulo di ingenti quantità di fogliame e di frasche  e relativo  pericolo di incendi.

. L’intervento della Guardia Forestale, il 3 di agosto, ha portato prima al blocco del conferimento delle frasche nell’area e poi, il 23 di agosto ( link), al sequestro della parte di area dove le frasche sono depositate. Subito dopo, seguendo la raccomandazione  della Guardia Forestale, la Comunità ha provveduto, a proprie spese, a mettere in sicurezza i cumuli di frasche con degli spazi tagliafuoco ed ha diffidato formalmente il Comune a far sgomberare l’area. La Guardia Forestale  stessa, nella persona del suo Comandante, ha sollecitato l’Amministrazione comunale ad intervenire presso Ambiente Italia per lo sgombero immediato delle aree, senza ottenere alcun risultato.

Conseguenza di questo fatto è che d’ora in poi le frasche non potranno più essere portate nell’attuale area e Ambiente Italia dovrà identificare una modalità alternativa di raccolta.

I depositi di sfalci al di fuori delle proprietà sono quindi soggetti a interventi e sanzioni della Forestale. 

I proprietari di immobili di Costa Paradiso, pur versando  al Comune una TARI rilevante (e per un  servizio di asporto rifiuti pagato per l’intera annualità ma di fatto erogato da Ambiente Italia per 3-4 mesi), stanno subendo, oltre al danno potenziale legato  al pericolo di  incendi, anche le conseguenze ed i disagi conseguenti al sequestro  di aree importanti per il buon funzionamento delle attività di gestione del territorio da parte della Comunità.

Nei prossimi giorni saranno valutate tutte le azioni legali a protezione  e salvaguardia dei diritti dei proprietari .

 

Il Consiglio di Amministrazione della Comunità

4 Comments

  1. Diana Lanciotti ha detto:

    Si tratta di una situazione già successa in passato, eppure “stranamente” solo con un CdA che sta lavorando nell’ambito della legalità e che ha consensi mai registrati prima si arriva a questo atto. Un nuovo atto di guerra, che segue al ricorso del Comune contro un CdA non gradito a Comune & Co., ma graditissimo a noi proprietari.
    Posso dire che siete stati dei signori a dare la notizia in questo modo? Non leggo infatti gli aggettivi “vergognosa”, “disgustosa”, “indecente” riferiti a una situazione tanto intollerabile. In quale altra parte d’Italia si tollererebbe uno stato d’illegalità così spinta? E perché qua dovremmo accettarlo?
    Com’è possibile che l’appaltante (il Comune) davanti a palesi e pericolose inadempienze dell’appaltatore (Ambiente Italia) faccia orecchie da mercante? Parliamo di un “contrattino” da 7 milioni di euro, mica di bricioline: chi paga una cifra così ingente (a cui noi contribuiamo generosamente pagando la TARI, per ricevere un servizio pessimo) non avrebbe il diritto di farsi sentire? Come mai invece il Comune non solo non si fa valere verso Ambiente Italia, ma dimostra di fregarsene bellamente degli enormi rischi per l’incolumità e la salute pubblica da questo creati?
    È la goccia che fa traboccare il vaso. Non se ne può più di vedere disattese le nostre istanze e calpestati i nostri diritti.
    Recentemente in un’intervista al Giornale ho commentato la situazione di Costa Paradiso in termini molto blandi. Ma è arrivato il momento di far sapere a tutta Italia la situazione di degrado e illegalità in cui versa questo territorio.

    Grazie per l’attenzione e buon lavoro

    Diana Lanciotti

  2. Armando Micheli ha detto:

    Mi chiedo quale altro Comune in Italia, oltre a quello di Trinità d’Agultu, presenti non solo l’eclatante disservizio manifestato in Costa Paradiso a fronte della Tari, ma soprattutto la totale mancanza di servizi ricevuti dai proprietari di immobili di Costa Paradiso a fronte dell’IMU regolarmente pagata ogni anno al suddetto Comune. Da notare che l’IMU si paga per sostenere le spese sostenute dal Comune per l’insieme dei servizi erogati(sic!!). Ma quali servizi??

  3. Guiducci Sandro ha detto:

    Al di là del mascherararsi sotto “ l’atto dovuto” la sezione della forestale di trinità d’Agultu avrebbe dovuto denunciare il comune per interruzione di pubblico servizio.
    Chi è il soggetto penalizzato? Il proprietario che in regola con il tributo si vede penalizzato nel non poter esercitare un diritto quello di poter conferire gli sfacci e potature a chi è per contratto deputato al ritiro.
    Chi è il soggetto sottoposto a pericolo incendi? Sempre quel proprietario da mungere. E la forestale sequestra minaccia incredibile.
    Ci aspettiamo che codesta comunità agisca rapidamente sussistono importanti presupposti di violazioni… agite o indicateci, indicate ai proprietari alternative.

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