LETTERA AL CDA: IL GIOCO PERICOLOSO (E SPORCO) DEGLI AGITAPOPOLO

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LETTERA AL CDA: IL GIOCO PERICOLOSO (E SPORCO) DEGLI AGITAPOPOLO

Pubblichiamo  la mail pervenutaci da Diana Lanciotti:

Gentili signori, siamo sempre più consapevoli delle enormi difficoltà
che avete ereditato dalle precedenti amministrazioni. Una commistione

di interessi, potere e chissà cos’altro ha portato a una situazione di
illegalità e irregolarità che voi, faticosamente, state risolvendo,
attenendovi alla legge e non alle fantasticherie di certuni.

Tutto sta ruotando, dall’assemblea del 2011, intorno alla  questione
fognatura: una “torta”… golosissima, che ha scatenato
l’ingordigia di chi ci ha visto l’affare della vita. Ma c’è una
legge, chiara e limpida (pur trattandosi di materia piuttosto
melmosa…), che stabilisce che un privato non può né gestire né
realizzare un’opera pubblica.
Se qualcuno ora vuol farci credere il contrario e indurci in errore sta
perciò dicendo qualcosa che è contro la legge. Senza se e senza ma.
Sarebbe ora di finirla di raccontare storie.
Fare come qualcuno, con toni vittimistici, pretenderebbe, significa
mettersi contro la legge e andare incontro a tutto ciò che ne consegue.
Bisogna cercare soluzioni realizzabili a breve, secondo legge, e voi lo
state facendo con grande senso di responsabilità, consci del peso che
vi siete accollati e della delicatezza della situazione.
Quello che è grave, e chi lo fa ne dovrà rispondere, è che qualcuno
stia sobillando un intero paese contro questo CdA, come se fosse colpa
vostra per tutti gli errori che le precedenti amministrazioni hanno
inanellato portando CP a rischio chiusura.
È a ben altre persone che vanno addossate le colpe. A tutti coloro che
in passato hanno amministrato CP senza trovare una soluzione con il
Comune (una volta visto come amico e una volta come nemico, ma mai

una volta come un interlocutore con cui dialogare e collaborare e da cui
ricevere considerazione e rispetto), e trattando CP come “cosa
loro”: un’oligarchia commista di proprietari e imprenditori, che a
lungo ha fatto il bello ma soprattutto il cattivo tempo, estromettendo
tutti gli altri proprietari da qualunque ingerenza nelle questioni
amministrative. E tra questi ci sono proprio quelli che ora vi addossano
colpe che invece sono solo loro.
La crisi c’è, ma c’è per tutti, e la situazione attuale di Costa
Paradiso non l’ha di certo creata questo CdA, che sta facendo di
tutto, nell’interesse di TUTTI, per risolvere i problemi accumulati
negli anni e far ripartire anche l’economia locale. Nessuno di noi ha
voglia di “affamare” intere famiglie come invece vogliono far
credere. Ma noi proprietari per primi dobbiamo avere le risorse per poter dare il
nostro contributo a questo rilancio. Sostenere il contrario, continuare
a manipolare la verità addossando le colpe a chi non le ha è un gioco
estremamente pericoloso. E chi lo conduce dovrà assumersene la piena
responsabilità.

Termino con una richiesta mia e di diversi proprietari: poiché, come
già detto, la delibera dell’assemblea del 2011 pende sul nostro capo
da tanti anni, vi invito a valutare l’opportunità di annullarla nella
prossima assemblea. È vero che è una decisione che già allora era in
contrasto con la legge, ma in questo modo ci libereremmo definitivamente
di un capestro che ci penzola davanti da troppo tempo e potremmo
affrontare il problema fognatura senza questo pesante condizionamento.

Grazie e buon lavoro

Diana Lanciotti

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Ringraziamo Diana Lanciotti di questa appassionata e lucida analisi. Questo C di A vuole continuare il suo lavoro in serenità ed equilibrio, cercando  di realizzare  un'alleanza virtuosa con le istituzioni , il Comune di Trinità in primis. Siamo convinti che riportare tutto nell'ambito della legalità, eliminando la maggior parte delle anomalie  in essere, sia l'unica via per dare una risposta alle attuali difficoltà, salvaguardando gli interessi di tutti, incluso chi  ha avviato nei nostri confronti  una campagna denigratoria immotivata e irragionevole. 

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