Progetto sicurezza (Sottotitolo: come i progetti di C. P. si arenano grazie alla … “collaborazione” del Comune)

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Progetto sicurezza (Sottotitolo: come i progetti di C. P. si arenano grazie alla … “collaborazione” del Comune)

Molti partecipanti ci hanno chiesto come mai, a distanza di mesi da quando il progetto sicurezza (link) è stato approvato dall’assemblea del 18 agosto 2018, non sia stato fornito alcun aggiornamento sul suo stato di avanzamento.

La risposta è semplice, il progetto non ha avuto alcun avanzamento.

Più complesso è invece spiegare i motivi del suo arresto, che sono i seguenti:

  1. E’ necessario, prima di ogni altra cosa, chiarire che la realizzazione del progetto sicurezza dipende totalmente dalla titolarità dei cespiti. Il Comune, infatti, fino a quando questo problema non sarà risolto con una sentenza del TAR, rifiuta di rilasciare qualsiasi autorizzazione gli venga richiesta dalla Comunità o dai suoi singoli partecipanti, per paura che tale atto possa costituire accettazione della tesi della Comunità secondo la quale i cespiti sono già di proprietà del Comune e manca solo la formalizzazione dell’acquisizione per alcuni di essi. Senza la collaborazione del Comune, non possiamo creare parcheggi, sensi unici, inserire divieti di sosta, applicare multe per l’inosservanza dei divieti, monitorare gli ingressi al villaggio, gli incendi, lo smaltimento dei rifiuti, ecc.

  2. Il progetto era stato avviato, con una nostra eccessiva dose di ottimismo, già nel 2017, nella convinzione di anticipare la sentenza del TAR che sarebbe arrivata “di lì a breve”, risolvendo (quasi) ogni problema conflittuale con il Comune. La magistratura avrebbe finalmente chiarito se il completamento dell’impianto fognario e la gestione dei cespiti (tecnica ed economica) spettava al Comune o alla Comunità e tutti avrebbero vissuto felici e contenti! In entrambi i casi, infatti, sarebbe stata chiarita la “titolarità” dei cespiti da cui dipendevano le procedure operative per la realizzazione del progetto sicurezza. In ogni caso il progetto sarebbe stato finanziato dalla Comunità dal momento che nessuno dei partecipanti, crediamo, arrivi ad un livello di ottimismo tale da pensare che il Comune avrebbe contribuito economicamente alla realizzazione di tale opera!

  3. In attesa della sentenza il nostro progetto è andato avanti, definendo le nostre esigenze, trovando fornitori competenti, ottenendo offerte di massima per una prima valutazione della spesa e delle difficoltà tecniche, ed infine, portando i risultati delle ns. attività in assemblea (agosto 2018) per farci approvare il progetto di massima.

  4. Dopo essere stati autorizzati dall’assemblea ad andare avanti con il progetto, prima di spendere soldi per la preparazione dei documenti di appalto, abbiamo aspettato l’imminente decisione del TAR a dicembre, dopo la quale saremmo potuti passare alla fase operativa preparando un capitolato d’appalto, indire una gara, tornare in assemblea per l’approvazione dell’aggiudicazione ed, infine, eseguire i lavori la primavera successiva (2020).

Il resto è storia, dopo il rinvio dell’aprile 2018, sono arrivati quelli del dicembre 2018, del gennaio 2019 per arrivare, forse, a sentenza nel novembre 2019 Questo comporta che il nostro progetto sicurezza, come del resto quello sulla viabilità, sui sentieri, ecc. rimarrà congelato almeno fino alla prossima primavera, se non dopo la fine del nostro mandato.  

  1. Purtroppo non avevamo previsto la machiavellica abilità degli avvocati del Comune i quali, pur di non acquisire i cespiti, hanno fatto di tutto, mese dopo mese, anno dopo anno, per rinviare la sentenza, e rifiutare un accordo legalmente sostenibile con la Comunità, ignorandone volutamente gli interessi, bloccando qualsiasi suo sviluppo, ingessandola con i suoi enormi problemi, rischiando di arrivare perfino alla chiusura dello stesso villaggio, per anni. 

Sfugge la logica della linea adottata dal Comune: da una parte dichiara di dover fare gli interessi economici dei cittadini di Trinità e dei suoi imprenditori, dall’altra blocca ogni attività di rilancio, fa svalutare gli immobili, mette in difficoltà finanziaria i suoi stessi commercianti. 

E noi passiamo il tempo … “aspettando Godot”!

Il Consiglio di Amministrazione  della Comunità

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